“Percezioni”, il nuovo spettacolo di Nicola Costa “affinché il teatro non si fermi”

“Percezioni”, il nuovo spettacolo di Nicola Costa “affinché il teatro non si fermi”

CATANIA – Il teatro, con la crisi economica provocata dall’emergenza sanitaria, è in ginocchio e le troppe limitazioni per far rivivere il palcoscenico non permettono a tante compagnie e attori di ritornare in scena. Ma l’arte della parola non può e non deve fermarsi. L’attore e regista Nicola Costa, fondatore del Laboratorio Accademico di Drammatizzazione Permanente del “Centro Studi Teatro e Legalità” tutti gli anni conclude il momento formativo con uno spettacolo dall’alto contenuto sociale interpretato dai suoi allievi e, nonostante le criticità del momento storico, pur di non rinunciare al consueto appuntamento con il pubblico appassionato di teatro, nell’era del dopo emergenza, decide di continuare e di far esibire i suoi ragazzi in modo diverso ed alternativo.

Il blocco generale di ogni attività come ha trasformato e cambiato il suo lavoro?


Stavamo preparando uno spettacolo sui ‘muri’ in occasione dei trent’anni dell’abbattimento del muro di Berlino, quando è sopraggiunto il lockdown. Da quel momento è cambiato tutto, le parole più usate nel nostro quotidiano sono diventate pandemia, covid, terapia intensiva, mascherina, presidi, quarantena, restate a casa, etc. A quel punto c’erano solo due soluzioni che si potevano adottare: rimanere fermi in attesa che questa cosa inattesa e mostruosa passasse o utilizzare questo tempo in modo creativo, realizzando qualcosa di necessario per nutrire le nostre anime demotivate e sin troppo provate dalla situazione. Così, con il gruppo del ‘Centro Studi Teatro e Legalità’, abbiamo deciso di reagire e di dar vita ad un particolare audiovisivo, ovvero un monologo in formato digitale dal titolo ‘Percezioni’, che ho scritto durante la quarantena traendo libera ispirazione da un testo – ‘Bestie’ – di Federigo Tozzi, un autore poco conosciuto vissuto tra la fine dell’800 ed i primi del 900, il cui stile si accosta alla corrente verista ma anche alla prosa di Kafka e Dostoevskij”.

Come mai ha scelto proprio quest’autore?



Per diversi motivi ma soprattutto perché Tozzi ha vissuto la ‘la spagnola’ e la nostra stessa esperienza di soggiogati. Dai suoi racconti ho costruito un monologo distribuito in 18 voci con la finalità di far viaggiare, per tramite degli interpreti, ogni emozione individuale senza determinare alcuno stacco tra personaggi, come fossero attraversati da uno stesso sangue e da una medesima dimensione”.

Non è semplice passare dalle tavole di un palcoscenico mentre si prova uno spettacolo ad una piattaforma mettendone in scena un altro. Com’è stata l’esperienza della didatta a distanza?

La dimensione dell’angoscia, del disagio, della paura e dell’incertezza, tutte sensazioni appartenute al periodo che abbiamo vissuto sono state sviluppate e messe a nudo con l’utilizzo della d.a.d.; in questo tempo sono emersi ancora più intensamente lo spirito di sacrificio, l’empatia e l’impegno di tutto il gruppo il quale, ancora una volta, ha scelto di restare unito ed orientato, ovvero di fidarsi ed affidarsi al sottoscritto anche in un momento così difficile e complicato. È stata un’esperienza che ci ha dato molto non solo didatticamente ma anche umanamente. Non amo la tecnologia e sono convinto che la didattica a distanza non potrà mai sostituire quella tradizionale, ma ho tuttavia sperimentato che può essere un ottimo integratore per nuovi allestimenti, tanto che credo di utilizzarla in un prossimo futuro per approfondire alcuni frammenti senza togliere tempo all’aula e al palcoscenico”.

Superato il lockdown avete avuto la possibilità di riunirvi nuovamente tutti insieme in sala prove. Quanto è servito il lavoro precedentemente svolto e quali sono state le emozioni provate nel rivedervi?

Il lavoro svolto fino a quel momento dietro ad una webcam è stato senz’altro utile; quando ci siamo ritrovati in aula tutte le emozioni sono state amplificate e migliorate. I ragazzi hanno fatto un percorso straordinario ed hanno compiuto davvero un piccolo-grande miracolo artistico. Alle prove ed ai nostri incontri hanno assistito spesso alcuni amici e colleghi come Debora Bernardi, Rossana Bonafede, Franco Colajemma e Gioacchino Palumbo. I loro feedback sono stati preziosi e mi hanno reso ancora più orgoglioso dei miei ragazzi. Per un artista e per un formatore sentir parlare di credibilità, di rispetto del piano della verità, di autenticità dei sentimenti rappresentati sulla scena sono i complimenti più belli che si possano ricevere”.

Quest’anno per ovvie ragioni non solo di contagio ma anche logistiche ed economiche Nicola Costa e i suoi allievi non potranno incontrare a teatro quel pubblico che ogni anno vi ha premiato con numerose repliche tutte sold out, applausi e standing ovation.

Il teatro però non si può e non si deve fermare. Tutti insieme abbiamo deciso di rendere immortale questo lavoro e dare lo stesso a chi ci segue da anni la possibilità di poter vedere lo spettacolo attraverso il mio canale You Tube e attraverso Facebook. La messa in scena sarà online il 1° luglio. Questa volta non potremo ricevere il calore del pubblico ma ci nutriremo lo stesso dei commenti, dei like o delle condivisioni del video che saranno comunque un plauso per il lavoro svolto. L’arte trova sempre un modo per esistere ed è possibile essere meno distanti di quanto l’emergenza sanitaria ha tentato di far credere al mondo”.

La tecnologia da fine febbraio è stata una nostra grande alleata ma con questa crisi che stiamo attraversando, la più grave dal dopoguerra ad oggi, molte compagnie e produzioni nonostante il via libera del governo non possono, come nel suo caso, ritornare in scena almeno per il momento…

Con il sindacato nazionale degli attori stiamo lottando affinché si possa arrivare ad una più lieta conclusione, che si discosti dalle attuali linee guida che riteniamo assolutamente impraticabili. Non è possibile che l’artista abbia a suo carico oltre alle tasse anche il carico dei processi di sanificazione. C’è un tempo per tutto, credo che ancora per il teatro non sia arrivato il suo momento, nella speranza che dal prossimo autunno si possano riaprire le sale e si possa ritornare a vivere quel bellissimo concerto di parole che la letteratura ci regala”.

Prima di salutarci ricordiamo che sono attivi i colloqui per l’anno accademico 2020/21 al “Centro Studi Teatro e Legalità“…

È possibile poter accedere alle selezioni fino a questo settembre scrivendo sulla pagina Facebook Centro Studi Teatro e Legalità – Laboratorio Teatrale Accademico Permanente oppure chiamando al numero 347 3554340 per sostenere un colloquio selettivo“.