L’eterna lotta tra il bene e il male di Rinaldo e Gattamogliere raccontata dalla Marionettistica dei Fratelli Napoli

L’eterna lotta tra il bene e il male di Rinaldo e Gattamogliere raccontata dalla Marionettistica dei Fratelli Napoli

CATANIA – La brillante e gioiosa messa in scena “Rinaldo e Gattamogliere” spettacolo dell’Opira dei pupi di scuola catanese rappresentato dalla Marionettistica dei Fratelli Napoli, Maestri pupari giunti alla quinta generazione, inaugura tra applausi e ripetuti bis la seconda stagione “Sere d’estate in giardino” promossa da Fabbricateatro di Elio Gimbo e Daniele Scalia nell’accogliente “Giardino Pippo Fava”.

La lotta tra l’impavido paladino Rinaldo e il saraceno Gattamogliere è uno degli episodi più esemplari dell’Opera dei pupi, su copione elaborato da Alessandro e Fiorenzo Napoli, per la definizione dei caratteri e dei rispettivi ruoli di Rinaldo, Gano di Magonza, Carlo Magno, Orlando, il negromante Malagigi e tutti i personaggi minori che commentano la storia dai propri punti di vista incarnando i valori tradizionali dell’unità familiare tesi a combattere il male aspirando ad un ordine del mondo più giusto.



Rinaldo attraversa il Bosco della Foglia per portare a Montalbano il tesoro guadagnato nell’impresa di Dama Rovenza, interpretata abilmente dalla voce della “parratrice” Agnese Torrisi Napoli, mentre Gano di Magonza gli tenta un agguato per ucciderlo, ma grazie all’aiuto di Peppininu, maschera popolare catanese nonché fedele scudiero di Orlando e Rinaldo, scampa all’imboscata mentre l’infame Gano lo calunnia raccontando ad Orlando e Carlo Magno che fu lui ad essere assalito dal paladino al Passo della Foglia, facendo in modo che i due cugini si sfidino a duello proponendo a Carlo Magno un’alleanza con il re saraceno Gattamogliere, per uccidere Rinaldo e vendicare Mambrino e i suoi congiunti.

Un avvincente intreccio di avvenimenti che raggiunge il massimo dell’emozione negli occhi del coinvolto pubblico, giustamente generoso negli applausi, nel duello finale tra Gattamogliere personificazione del male e Rinaldo, volto del bene e dei valori più puri, dove nonostante l’invenzione tutta italiana di allearsi con un sovrano saraceno, è il racconto più vicino alla tradizione dei cantari francesi.