Giornalismo “non serio”, perché tanto odio per il gossip?

Giornalismo “non serio”, perché tanto odio per il gossip?

Si sa, il giornalismo serve a dare informazioni. Specialmente in momenti storici complessi, come questo, l’attività degli addetti del settore è fondamentale per comprendere e approfondire.


Tuttavia, esiste un altro giornalismo, meno “serio” ma non per questo inutile o poco seguito. Si tratta di tutto quel mondo che riguarda notizie di gossip, spettacolo, cultura e simili. Nonostante sia seguito con relativo interesse, questo settore è spesso oggetto di critiche e battute poco lusinghiere.


Giornalismo “non serio” e odio per il gossip

Basta guardare una notizia su un cantante famoso o un influencer per rendersene conto. Decine e decine di commenti carichi di astio, ironia e messaggi sulla poca rilevanza dell’informazione contenuta nell’articolo.


Tra le tante usanze più diffuse, in parte divertente e in parte apparentemente inspiegabile, anche quella di scrivere commenti off-topic sui social. Si tratta di messaggi ironici, che danno altre informazioni irrilevanti e sconnesse rispetto all’argomento trattato: si spazia da “La pasta alla carbonara è un piatto tipico del Lazio…” a “La salamandra pezzata è un anfibio urodelo appartenente alla famiglia Salamandridae…”. Tutti estratti da qualche enciclopedia o articolo online, magari sotto un articolo che parla di un vip paparazzato in spiaggia con la propria dolce metà.



Se i commenti si limitassero a questo, non sarebbe poi un grande problema: giusto un fenomeno social divertente e vagamente curioso. Accanto a questi, però, ci sono veri e propri insulti all’attività di persone che non fanno altro che il proprio lavoro. “Offese” segno di un ingiustificato “odio” per il gossip.

“Ma non avete nulla di meglio da pubblicare?”, “Quanto siete caduti in basso”, “Non c’erano notizie da pubblicare oggi”, “Per fortuna me lo avete detto, altrimenti non sarei riuscito a dormire”… Tutte espressioni che, a primo impatto, suscitano ilarità e nulla più. A pensarci su, però, sorge spontanea una domanda: perché tanto odio per il gossip? 

Una verità sul giornalismo “non serio”

Il motivo di tanto astio nei confronti del settore gossip può avere diverse radici: molti sono più interessati alla cronaca, alla politica, all’economia e, ultimamente, agli aggiornamenti sulla pandemia in corso.

Per sapere l’ultima notizia sul proprio cantante preferito o sulla “fiamma” dell’attore di turno esistono le riviste specializzate, dicono. Ciò che sfugge, però, è che anche i normali quotidiani incentrati sulla cronaca hanno sezioni per spettacolo, gossip, cultura e altro. E dietro stanno lavoratori che dedicano la propria vita a quegli argomenti.

Parlare anche di questioni più leggere, magari per allietare la giornata e contemporaneamente soddisfare la curiosità degli interessati, non vuol dire sorvolare su altro. Specialmente nelle maggiori testate giornalistiche, dove i ruoli sono ben definiti ed esiste chi si occupa quasi esclusivamente del proprio settore di competenza.

Se le notizie del giornalismo “non serio” non sono essenziali alla sopravvivenza delle persone, sono comunque il frutto di un lavoro specifico e specializzato. In certi casi, quindi, se proprio non si ha nulla da dire o si manca di interesse, sarebbe meglio semplicemente passare avanti. Nell’era dei social, però, questo è sempre più difficile e fenomeni apparentemente banali come il nuovo “disprezzo” per certe tipologie di notizie ne è la piena dimostrazione.

La cosa, però, viene fortunatamente presa con ironia e come spunto per gli addetti ai lavori per migliorare il proprio lavoro di selezione e approfondimento.

Immagine di Gerd Altmann da Pixabay