“Concetto al buio”, il dramma della pedofilia nella Chiesa - Newsicilia

“Concetto al buio”, il dramma della pedofilia nella Chiesa

“Concetto al buio”, il dramma della pedofilia nella Chiesa

CATANIA – Un nuovo imperdibile appuntamento firmato Teatro Mobile di Catania, in scena sul palco del Centro Zo venerdì 15 marzo, ore 21; sabato 16 marzo, ore 21, e domenica 17 marzo, ore 18, “Concetto al buio” – tratto dal romanzo di Rosario Palazzolo – e ridotto per il teatro da Micaela Miano per la regia di Guglielmo Ferro.

Gli attori Agostino Zumbo, Giovanni Arezzo e Francesco Maria Attardi raccontano la vita di un adolescente chiuso in una stanza buia, da sempre e forse per sempre.



“La storia si svolge in Sicilia – spiega Guglielmo Ferro che con “Concetto al buio” (portato in scena già nel 2012), firma la sua seconda regia in stagione per il Teatro Mobile di Catania dopo “La Sicilia spiegata agli Eschimesi” e prima de “L’Arte della gioia” -, l’unico ponte tra la stanza dove è rinchiuso il ragazzo e il mondo esterno è un piccolo quaderno rosso, un diario segreto che lui trova e che col tempo impara a memoria in ogni sua parte”. Ad averlo scritto è Concetto Acquaviva, un ragazzino di 13 anni, che in questo diario come in una grande lettera a Gesù, racconta “le due grandi tragedie” della sua vita.

Come mostri, i protagonisti del racconto si animano e riempiono di voci e pensieri le giornate altrimenti sempre identiche, dell’adolescente recluso.


“Quella che ne viene fuori – continua il regista – è una storia di ipocrisie, di abusi e di verità nascoste, filtrate dallo sguardo curioso ingenuo e puro del suo protagonista: un nitido scarabocchio di un mondo in cui c’è sempre “un’altra verità più ragionevole di quella vera”.

Le musiche dello spettacolo, firmate dal maestro Massimiliano Pace, la scenografia realizzata da Alessia Zarcone, creano la giusta atmosfera che permette, senza buonismi e carezze consolatorie, di rappresentare una storia scomoda, che non risparmia nessuno, affrontando a viso aperto il dramma degli abusi su minori perpetrati da alcuni uomini di chiesa, spettacolo che non ha paura di tirare, alla fine, anche qualche forte cazzotto sullo stomaco.

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