Bach Mirrors chiude la rassegna “Musica a corte” della Camerata Polifonica Siciliana

Bach Mirrors chiude la rassegna “Musica a corte” della Camerata Polifonica Siciliana

CATANIA – Bach è sempre Bach. Unico e assoluto, è il compositore che ha stregato tantissimi musicisti, avvincendoli e facendoli innamorare della sua opera per sempre. E ha bisogno, proprio per la sua genialità mista a rigore di artigiano della musica, di esecutori attenti e puntuali e di un direttore sagace.


Come la Baroque Chamber Orchestra e il maestro Giovanni Ferrauto, che, lunedì 27 luglio , nella bella Corte del Museo diocesano di Catania, hanno offerto un gradevolissimo spettacolo, dal suggestivo titolo Bach Mirrors, concludendo degnamente la rassegna “Musica a corte” della Camerata Polifonica Siciliana, animata dal suo infaticabile presidente, il professor Aldo Mattina.


È stato un Bach intenso, con un programma impervio che i sedici orchestrali hanno sostenuto agilmente, dialogando magnificamente con gli strumenti solisti, vera perla della serata: il cembalo di Enrico Dibennardo, le viole dei bravi Augusto Vismara e Gaetano Adorno, accompagnati dal magico tocco di Maria Pia Tricoli, pianista di delicata dolcezza ed invidiabile tecnica, e Francesco Zappalà, grande virtuoso dello strumento principe.




Così dal Frammento dal Bwv 1060 versione per due violini allo splendido Concerto in do minore BWV 1060 per due tastiere ed archi (il cui terzo movimento è stato non a caso oggetto di bis) preceduto da una vera chicca, l’Entrée a la Bwv 1060 del maestro Ferrauto, che, da bravo direttore artistico della Camerata Polifonica, si è rivelato un musicista capace di dialogare fecondamente con i grandi musicisti del passato, nonché un grande divulgatore del genio di Eisenach.

Poi il folto (ma ben distanziato) pubblico è stato deliziato prima da due dei Concerti brandeburghesi: il n. 3 in sol maggiore, di cui i musicisti hanno reso appieno tutto il suo ritmo instancabile e trascinante con punte dinamiche di rara bellezza, e il n.6 in si bemolle maggiore, uno dei migliori concerti bachiani, cui gli esecutori hanno conferito un efficace colorito timbrico, e infine dal Concerto in do minore Bmw 1062.

Grandi applausi seguiti da un bis suggestivo, il secondo movimento dal Concerto bachiano in fa minore per clavicembalo, archi e basso continuo BWV 1056, che ha offerto una singolare prova dei pianisti, che hanno suonato rivolti verso il pubblico in un gioco di specchi, specchi barocchi, dove niente è realtà, tutto è illusione, la suprema illusione dell’Arte della musica di cui Bach è stato maestro indiscusso.

Foto di Gattopinohp

Silvana La Porta