Amore, possesso e violenza in “Sempre tua” esempio di teatro civile e sociale - Newsicilia

Amore, possesso e violenza in “Sempre tua” esempio di teatro civile e sociale

Amore, possesso e violenza in “Sempre tua” esempio di teatro civile e sociale

CATANIA – Bianca bambina, figlia, fidanzata, madre e moglie. Donna innamorata, maltrattata e calpestata nel suo essere è la protagonista di “Sempre tua” toccante atto unico scritto, diretto e interpretato da Antonella Caldarella, sul palco di Roots, per l’applaudita stagione “Teatro Argentum Potabile”.

Una storia come tante, una storia di ordinaria disumana follia dove le donne sono l’oggetto premeditato della violenza del maschio prevaricatore che sfoga, come nel caso di Nino il compagno della protagonista, tutte le sue frustrazioni sulla moglie.


In una scena essenziale, vestita da un perfetto gioco di luci e da coinvolgenti musiche dal vivo scritte e suonate da Steve Cable, Antonella Caldarella interpreta svariati personaggi sia uomini che donne dimostrando una grande padronanza scenica, per un’esperienza teatrale dal sicuro impatto emotivo, che inevitabilmente scava nelle pieghe più recondite dell’animo umano regalando un crescendo di contrastanti emozioni tra rabbia e dolore per la giovane protagonista, colpevole di aver amato un uomo sbagliato.

La pièce racconta la vita di Bianca che vive felice gli anni della sua vita nella sua casa-fortezza fino al giorno del primo schiaffo, in cui si ritrova sola, come nella scena, ad affrontare il suo mondo improvvisamente buio e cattivo. Un testo utile, necessario e doveroso che parla di violenza di genere ponendosi come mezzo di unione tra tutte le donne che si devono ribellare al primo gesto violento, perché chi alza le mani una volta continuerà a farlo sempre e sempre più spesso.

Le continue variazioni di atmosfera, le evocazioni tragicomiche delle figure della madre e della nonna, la graduale discesa negli inferi della violenza domestica fino al tragico massacro lasciano nello spettatore uno sgomento tale che porta alla commozione più profonda, per un insegnamento civile ponendosi come teatro sociale, che deve necessariamente essere visto dai più giovani, per la costruzione di una coscienza morale oggi più che mai necessaria.