Al Teatro Musco in scena “Le anime di Trezza” l’omaggio a Marcello Perracchio e Lamberto Puggelli - Newsicilia

Al Teatro Musco in scena “Le anime di Trezza” l’omaggio a Marcello Perracchio e Lamberto Puggelli

Al Teatro Musco in scena “Le anime di Trezza” l’omaggio a Marcello Perracchio e Lamberto Puggelli

CATANIA – Nel giorno dell’ottantaduesimo compleanno di Marcello Perracchio in un’atmosfera magica e surreale giovedì sedici gennaio, alle ore 21, sul palco del Teatro Musco andrà in scena “Le anime di Trezza – L’ultimo Padron Ntoni”, omaggio all’indimenticato Marcello Peracchio e al Maestro Lamberto Puggelli, nato da un’idea di Antonietta Sturiale con la consulenza esoterica di Lorenzo La Spada e la regia di Berta Ceglie.

L’idea de ‘Le Anime di Trezza’ è arrivata come una folgorazione – dichiara l’autrice – da sempre ho avvertito gli echi dell’eternità dei Malavoglia con i loro ricordi e il loro bagaglio culturale e li ho immaginati, o forse sarebbe meglio dire ‘visionati’, come una sorta di evocazione mistica mentre si raccontavano dal ‘signore delle sentenze marinare’ Padron ‘Ntoni, al figlio Bastianazzo morto durante una tempesta sulla Provvidenza, Maruzza detta La Longa, moglie di Bastianazzo, donna ligia al dovere e madre preziosa dei suoi cinque figli dall’indole molto diversa l’uno dall’altro: ‘Ntoni, Luca, Alessia, Mena e Lia, come inquilini del Paradiso, dove la coscienza diventa Dio e dove le frequenze universali divengono potenti, tangibili, vivide”.

Sulla scena un cast di straordinari attori siciliani David Coco, (Bastianazzo), Mario Opinato, (‘Ntoni), Amalia Contarini, (Maruzza La Longa), Luca, (Elmo Ler), Mena, (Laura Tornabene), Lia, (Lucia Portale), Alessi, (Dario Castro) con le voci fuori campo di Marcello Perracchio e Lamberto Puggelli, anime immateriali di un testo che accoglie tradizioni popolari che si esprimono tramite il rito, il canto e il movimento. Le coreografie sono curate da Teresa Bortolot, le musiche e il canto da Maurizio Maiorana e i costumi da Giorgia Salvo.

Il testodichiara Berte Ceglie – è un pretesto per poter raccogliere quanto di empirico unisce i sentimenti, i fatti, le circostanze di ogni essere e di ogni razza dove in un luogo non luogo l’urlo impietoso del mare che non ascolta si fa prepotentemente protagonista e signore assoluto che né preghiere, né imprecazioni possono calmare questo mare d’ira e bestemmie di dei”.


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