Al Centro Zo Alessandro Bardani e Francesco Montanari in “La più meglio gioventù” secondo atteso appuntamento di Teatro Mobile

Al Centro Zo Alessandro Bardani e Francesco Montanari in “La più meglio gioventù” secondo atteso appuntamento di Teatro Mobile

CATANIA – Il divertente reading teatrale “La più meglio gioventù” scritto, diretto e interpretato da Alessandro Bardani, in scena con Francesco Montanari, dopo un tournée nazionale nei più importanti teatri italiani arriva a Catania sabato 18 gennaio, ore 21, e domenica 19 gennaio, ore 18, al Centro Zo per la quarta applaudita stagione di Teatro Mobile di Catania diretta da Francesca Ferro. 

Secondo appuntamento in cartellone che mette in scena il lato più leggero e dissacrante della scrittura di Bardani con uno stile che s’ispira a film come “Clerks”, “Coffee and cigarettes” e al teatro canzone di Gaber e richiami a Woody Allen, Ben Stiller ma anche Pier Paolo Pasolini, Marco Tullio Giordana (“La meglio gioventù”) e a Samuel Beckett (“Aspettando Godot”).


I trentenni Aurelio e Niccolò seduti a un tavolino,  in un palco spoglio ed essenziale, si nutrono di battute fulminanti, sarcastiche, ironiche e frizzanti che sono alla base del reading per un incredibile sintonia tra i due attori, con gag esilaranti e risate che abbondano non solo tra il pubblico ma anche tra i due protagonisti, che vivono quest’interpretazione con la sincerità e la goliardia di due vecchi amici.

Raccontiamo i trentenni di oggi – dichiarano Alessandro Bardani e Francesco Montanari giunti alla settima collaborazione dopo aver recitato insieme nella serie tv ‘Romanzo Criminale‘, nella sketch-comedy per Repubblica.it ‘Felici & Contenti – Pillole di Becchinaggio‘, scritta da Bardani stesso, collaborato ancora nel cortometraggio pluripremiato e Nominato ai David di Donatello ‘Ce l’hai un minuto?‘, scritto e diretto da Bardani, che vede tra gli interpreti anche a Montanari, protagonista della pluripremiata serie cult  Rai ‘Il Cacciatore” in replica su Rai due in attesa della seconda serie – con ironia e battute graffianti condividendo ansie del tempo attuale, in un’atmosfera che vede mischiare sacro e profano cercando di sistemare le cose… Ma domani però, tanto c’è tempo”.