Al Bano nella black list ucraina: "Non sono un terrorista, chiederò i danni" - Newsicilia

Al Bano nella black list ucraina: “Non sono un terrorista, chiederò i danni”

Al Bano nella black list ucraina: “Non sono un terrorista, chiederò i danni”

Da idolo del palcoscenico alla probabile minaccia nazionale. Dopo essere stato inserito nella black list degli individui considerati minaccia alla sicurezza nazionale, il noto cantante Al Bano, con il suo avvocato Cristiano Magaletti, passa all’azione e minaccia di ricorrere alla Corte europea dei diritti dell’uomo.

Invita anche il ministro degli Esteri a intervenire per vie diplomatiche per ottenere l’immediata cancellazione dalla lista nera. Al Bano intende chiedere un risarcimento danni all’Ucraina, le cui somme saranno devolute in beneficenza a un ente benefico ucraino.



A tal proposito, l’avvocato Magaletti è intervenuto prendendo le difese del suo assistito: “Non ci fermeremo: andremo sino a Strasburgo perché questo può diventare un pericoloso precedente. Al Bano è cittadino del mondo e amico di tutti, deve essere libero di andare in Ucraina; chiediamo al nostro governo di intervenire immediatamente perché hanno ingiustamente attaccato il simbolo della canzone italiana”. Il legale lancia anche un appello alla stampa: “Questa vicenda non deve essere trattata con superficialità e ironia, ma va dibattuta con la rabbia di chi si trova a subire un’enorme ingiustizia”.

Facendo un passo indietro e tornando agli anni Ottanta e Novanta, Al Bano e Romina Power erano famosi anche in Unione Sovietica. Il cantante pugliese ha sempre dichiarato la sua ammirazione per il presidente russo, Vladimir Putin, raccontando di averlo incontrato tre volte. “Nel 1986, durante una tournée in Russia, feci 18 concerti a Leningrado e altri 18 a Mosca. In uno di questi era presente anche lui, allora capo del Kgb. Il giorno dopo venne in albergo per complimentarsi. Poi nel 2004 ho cantato al Cremlino per festeggiare il Capodanno. Allo stesso tavolo c’erano Putin e la sua famiglia e Boris Eltsin e famiglia. Nel novembre scorso, invece, alla festa del centenario del Kgb, tanti cantanti, e anch’io, abbiamo intonato ognuno due canzoni”.


Dopo l’inserimento nella black list, la reazione di Al Bano è stata immediata: “Non ho mai detto una parola contro l’Ucraina. Mai fatto neanche un apprezzamento. È inaccettabile che proprio io che canto da sempre la pace ora venga trattato come un terrorista. Non ho mai posseduto armi, neanche quelle mentali”.

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