La scomparsa di Salvatore Privitera e il cadavere carbonizzato a Carlentini: disposta autopsia

La scomparsa di Salvatore Privitera e il cadavere carbonizzato a Carlentini: disposta autopsia

SIRACUSA – A una settimana esatta dalla scomparsa di Salvatore Alfio Privitera, 35 anni, catanese padre di due bambini, la Procura di Siracusa ha deciso di conferire l’incarico al medico legale Giuseppe Ragazzi per l’esame autoptico sui resti umani rinvenuti il 6 gennaio scorso all’interno di una Volkswagen T-Roc trovata completamente carbonizzata nelle campagne di Carlentini (Siracusa) in contrada San Demetrio.

Il giallo sulla scomparsa di Salvatore Privitera

L’avviso di accertamenti tecnici irripetibili è stato firmato dalla procuratrice Sabrina Gambino e dal pm Salvatore Grillo. La notifica è arrivata anche ai familiari di Privitera, considerati potenziali parti offese. Il corpo potrebbe appartenere proprio a Salvatore. La sua scomparsa risale tra il 5 e il 6 gennaio scorsi.

Il conferimento dell’incarico al medico legale è previsto domani pomeriggio al Palazzo di Giustizia di Siracusa. Parallelamente, è stato già disposto l’esame del Dna, che sarà eseguito dal Ris di Messina. Due passaggi scientifici ritenuti fondamentali per l’identificazione della vittima e per chiarire le cause della morte del cadavere rinvenuto all’interno dell’auto.

Sul fronte investigativo, i Carabinieri del Nucleo operativo del Comando provinciale di Siracusa, guidati dal tenente colonnello Sara Pini, con il supporto della Sis, stanno portando avanti una serie di accertamenti per ricostruire quanto accaduto. Decisiva, nei primi momenti delle ricerche, l’intuizione dei genitori di Salvatore che, non riuscendo a mettersi in contatto con il figlio, hanno attivato il Gps installato sull’auto presa a noleggio, consentendo così il ritrovamento del veicolo bruciato.

Si indaga per omicidio

Intanto il fascicolo aperto dalla Procura è per omicidio. Per questo adesso resta da chiarire uno degli aspetti centrali di questa vicenda tinta di giallo: dove, come e perché sia maturato il delitto. Gli inquirenti dovranno stabilire se la morte sia avvenuta in contrada San Demetrio o se, invece, il cadavere sia stato trasportato in un secondo momento in quella zona isolata e l’auto data alle fiamme per cancellare le tracce.

Salvatore viveva al Villaggio Sant’Agata, era incensurato, e su di lui pendeva soltanto qualche procedimento per reati minori, come lo spaccio di sostanze stupefacenti.

L’autopsia e gli esami genetici rappresenteranno ora il punto di partenza per dare risposte a una vicenda che continua a scuotere molti dubbi.