La Caravella portoghese arriva sulle coste siciliane: i consigli in caso di puntura

La Caravella portoghese arriva sulle coste siciliane: i consigli in caso di puntura

SICILIA – Le coste siciliane sono famose per la loro infinita bellezza e ogni anno nel periodo estivo, le persone trascorrono la maggior parte del loro tempo libero nelle zone balneari, in particolare nelle spiagge, dove adulti e bambini sono spinti dal desiderio del divertimento, del gioco e del relax.

Queste zone ospitano anche molteplici specie marine tra cui pesci, alghe, stelle marine, meduse che possono diventare motivo di pericolo per i bagnanti. Tra queste specie, oggi, vi è la presenza nel Mar Mediterraneo della Caravella portoghese, detta pure Physalia physalis, animale acquatico spesso confuso con la classica medusa.


Si tratta piuttosto di un sifonoforo, cioè non di un singolo organismo pluricellulare ma di un’aggregazione di individui specializzati di quattro tipi diversi, collegati e fisiologicamente integrati tra di loro.

Osservandola distinguiamo nettamente una sacca galleggiante colma di gas e i tentacoli, che possono arrivare fino a cinquanta metri, sebbene la lunghezza media si aggiri attorno ai dieciquindici metri.

Si tratta per i nostri mari di una specie quasi nuova, le cui prime apparizioni risalgono agli anni ’80, ma che l’aumento di temperatura del Mar Mediterraneo sta attirando sempre più dall’Oceano Atlantico.

I tentacoli della Caravella contengono almeno dieci tipi di veleni, non letali per l’uomo, ma che possono portare a situazioni di ricovero per il soggetto colpito.

Tra i sintomi più frequenti dal contatto con i suoi tentacoli troviamo: bolle, erezioni cutanee che possono lasciare cicatrici a lungo, ed emorragie dovute dal contatto con le specie più piccole.

Cosa fare se si viene colpiti

Fondamentale è la tempestività e l’appropriatezza del rimedio, che differisce dal classico rimedio al veleno di medusa.

I trattamenti appropriati possono essere:

  • Evitare ulteriori contatti con i tentacoli e rimozione di quelli presenti;
  • applicare acqua salata e non dolce; dopo utilizzare acqua calda a 45 °C per circa quindici-venti minuti, in modo da denaturare le tossine;
  • se ad essere colpiti sono gli occhi è opportuno sciacquarli con abbondante acqua di rubinetto per almeno quindici minuti e, se il fastidio persiste, è necessario consultare il medico o recarsi al pronto soccorso;
  • consigliato l’uso di bicarbonato, gel astringenti a base di cloruro di alluminio, da escludere invece l’utilizzo di alcol, ammoniaca o aceto.