Il centrodestra rischia di implodere per ambizioni personali: Musumeci è un finto problema

Il centrodestra rischia di implodere per ambizioni personali: Musumeci è un finto problema

SICILIA – Non si placa la lotta per la leadership nel centrodestra. Ognuno rivendica il proprio spazio ma pare che il problema non sia limitato alle ambizioni politiche ma anche a rapporti personali che si stanno via via deteriorando. A poco o nulla sembrano servire le uscite pubbliche dei vari esponenti che cercano di gettare acqua sul fuoco, l’ultima quella di Matteo Salvini che questa mattina intervenuto a Radio Anch’io su Rai Radio1 parlando del vertice di centrodestra di ieri ha detto: “Io lavoro per unire. In quasi tutti i comuni, con un’eccezione per 5 o 6 città, siamo uniti. Ieri ci sono stati toni un po’ diversi, ma niente di irrecuperabile“, aggiungendo sulla questione siciliana che “l’importante è che in Sicilia decidano i siciliani. Il 12 giugno – ha spiegato – si vota a Palermo e Messina con l’obiettivo di vincere. Il giorno dopo si può risolvere la questione Sicilia come sempre abbiamo fatto nel passato“.

L’intervento del leader della Lega arriva dopo il botta e risposta di ieri pomeriggio che ha visto coinvolte tutte le forze del centrodestra riunite ad Arcore. Nessun comunicato stampa congiunto alla fine dell’incontro ma una nota di Fratelli d’Italia in cui si sottolineava polemicamente come “È sicuramente positivo essersi incontrati  ma l’unità della coalizione non basta declamarla. Occorre costruirla nei fatti”.


La nota del partito di Giorgia Meloni al termine dell’incontro

Su 26 città capoluogo sono solo 5, ma purtroppo importanti,  le città in cui il centrodestra andrà diviso al primo turno ma restano ancora diversi nodi aperti. A partire dalla non ancora ufficializzata ricandidatura del presidente uscente Nello Musumeci in Sicilia, su cui la personale dichiarata disponibilità di Silvio Berlusconi si è fermata di fronte alla richiesta di Matteo Salvini di ritardare l’annuncio del candidato”. Alla nota di FdI replica, sempre con un comunicato, il coordinatore siciliano della Lega-Prima l’Italia Nino Minardo: “La Lega sulla Sicilia – si nella nella nota – non ritarda nulla, anzi a Palermo per prima ha ritirato il suo ottimo candidato sindaco pur di avere una squadra unita. I dubbi su Musumeci non sono di Salvini o della Lega, ma semmai della netta maggioranza dei siciliani stando ad esempio all’ultimo sondaggio pubblico di Swg, che lo vede purtroppo terz’ultimo per gradimento in tutta Italia“.

Lo scenario nel prossimo futuro

Secondo fonti di Forza Italia, Silvio Berlusconi avrebbe accolto con sorpresa e irritazione la nota diffusa da Fratelli d’Italia in cui gli vengono attribuite posizioni tenute durante il vertice.

D’altronde è noto che il Cavaliere abbia maggiori “simpatie” nei confronti di Matteo Salvini, a cui lo lega un rapporto personale, rispetto a Giorgia Meloni. Berlusconi non vuole consegnare le redini del centrodestra a Fratelli d’Italia e cerca di prendere tempo. Al contrario la Meloni vuole far valere il suo peso nei sondaggi che lo vedono primo partito in Italia e, stando alle regole della coalizione, anche prossimo presidente del Consiglio in caso di vittoria alle urne.

Lo snodo, come sottolineato dallo stesso Salvini, si avrà dopo i risultati delle amministrative. In base ai voti raccolti delle singole liste, infatti, Lega e Forza Italia potrebbero rimodulare i rapporti di forza.