Ex province in Sicilia, la Corte tuona: “Cittadini eleggano i sindaci”, ma l’Ars “tifa” il rinvio

Ex province in Sicilia, la Corte tuona: “Cittadini eleggano i sindaci”, ma l’Ars “tifa” il rinvio

SICILIA – La pronuncia dello scorso 7 dicembre della Corte Costituzionale in merito alla riforma delle ex province in Sicilia non lascia spazio a ulteriori interpretazioni: i cittadini devono tornare al voto.

Nella sentenza n.240, infatti, viene specificato come il fatto di “individuare nel sindaco del Comune capoluogo il sindaco della Città metropolitana e di condizionare la conservazione di quest’ultima carica alla permanenza della prima, si porrebbero in contrasto con plurimi principi costituzionali“.


Sindaci “illegittimi”

Viene dunque messa in discussione la carica dei sindaci delle tre città metropolitane dell’Isola (Catania, Messina e Palermo), ai quali viene contestato il fatto di non aver vinto un’elezione diretta per poter essere investiti del ruolo.

La sentenza della Corte fa esplicito riferimento alla riforma degli enti approvata nel 2014 con la famigerata “legge Delrio” e accolta dalla Regione Siciliana con il voto favorevole dell’Ars sotto il Governo Crocetta.

Cuffaro: “Si torni al voto”

Sulla vicenda si è espresso nei giorni scorso l’ex presidente della Regione Siciliana, Totò Cuffaro, il quale non ha perso tempo nel definire “una manovra poco riuscita” l’abolizione delle ex province da parte dell’ex sindaco di Gela.

Lo stesso “restauratore” della DC in Sicilia ha auspicato il ritorno “all’elezione di primo grado” per “per ridare dignità alle istituzioni e responsabilizzare una nuova classe dirigente“. Gli elettori sono i sindaci e i consiglieri comunali attualmente in carica.

Malumori e rinvii

Eppure, non tutti sembrano soddisfatti del prossimo ritorno al voto. Almeno, non in tempi brevi. Nelle scorse settimane la Regione Siciliana ha fissato per il 22 gennaio 2022 la data per le elezioni di secondo grado, ma alle porte potrebbe concretizzarsi uno slittamento.

De Luca: “Perché votare adesso?”

Per la giornata di martedì 14 dicembre è prevista all’Ars una discussione di un decreto di legge per tentare di fare “scivolare” la consultazione di diversi mesi. Opzione caldeggiata anche dagli stessi primi cittadini dell’Isola. In tal senso, il sindaco di Messina, Cateno De Luca, è stato molto chiaro.

Perché votare ora se a luglio 2022 a Messina e a Palermo si dovranno rifare le elezioni? Nominate il commissario ad acta tanto nel frattempo il Parlamento siciliano voterà la norma per l’ulteriore rinvio“, ha scritto De Luca sul proprio profilo Facebook.