Il clima “pazzo” in Sicilia e le piogge nei mesi successivi, eventi estremi in aumento: parola all’esperto del CMS

Il clima “pazzo” in Sicilia e le piogge nei mesi successivi, eventi estremi in aumento: parola all’esperto del CMS

SICILIA – Sono in continuo aumento i fenomeni meteorologici estremi in Italia, con un aumento del 27% e una Sicilia in pole position per un totale di 175 casi, staccando la Lombardia ferma a 166.

Volendo tracciare un bilancio più ampio, sono 1.503 gli eventi estremi verificati sul territorio nazionale dal 2010 al 2022. Di questi fenomeni, 529 sono stati casi di allagamenti da piogge intense come evento principale che diventano 768 se si considerano gli effetti collaterali di altri eventi estremi, quali grandinate ed esondazioni.


Per provare a uscire da questo quadro in continuo peggioramento, a oggi sono 24 i Paesi europei ad aver adottato un piano nazionale o settoriale di adattamento al clima.

Grande assente l’Italia nonostante negli ultimi 9 anni abbia speso 13,3 miliardi di euro per le emergenze meteoclimatiche, una media di 1,48 miliardi l’anno in un rapporto di quasi 1 a 4 tra spese per la prevenzione e quelle per riparare i danni.

A tal proposito, per delineare meglio il binomio tra presente e futuro, è intervenuto ai microfoni di NewSicilia il Presidente del Centro Meteorologico Siciliano Stefano Albanese, soffermandosi su temi come la siccità, le specie a rischio e le problematiche dovute alle forti piogge.

1) Temperature oltre la soglia anche nel mese di novembre, quali sono i rischi connessi a questa situazione?

Il mese di novembre si è distinto per aver avuto temperature sopra la media sotto tutti i punti di vista. I segni questa anomalia sono culminati con la fioritura di alberi creando una sorta di fenomeno singolare.

Questo clima sta causando degli squilibri da non poco e, nel momento in cui arriveranno i primi freddi, le piante soffriranno a causa di un cambiamento frenetico che non prevede alcun adattamento“.

2) Previsioni per i mesi successivi. Dovremo aspettarci bruschi cambiamenti?

Ci sarà un clima altalenante, inizierà a esserci più freddo e sembra che la cosiddetta porta atlantica tenda ad aprirsi. Conseguentemente avremo più piogge nei mesi successivi, avremo quindi dei connotati tardo-autunnali cercando di allinearci con le medie del periodo“.

3) Piogge in diminuzione ma rischio maggiore che si concentrino in un breve arco di tempo?

Quando le piogge tenderanno a presentarsi bruscamente dopo periodi di inattività formeranno danni al territorio per due motivi: 1) terreni secchi faticano a trattenere l’acqua con conseguenti allagamenti; 2) un grado di colpa è da attribuire ai nostri “nemicipiromani. Venendo a mancare macchia boschiva e i continui alberi bruciati succede che le radici non tengono avendo maggiori smottamenti e disagi“.

4) Cambiamento climatico: mar Mediterraneo interessato con fondali sempre più poveri in termini di biodiversità?

Il mar Mediterraneo è oggetto di studio anche della comunità internazionale in quanto risulta essere uno dei luoghi che in assoluto sta vivendo in prima persona questi cambiamenti meteorologici in continua evoluzione venendo etichettato come un vero e proprio ‘laboratorio scientifico‘.

Con un clima sempre più tropicale, si avrà modo di vedere l’inserimento di altre specie che vivono solitamente a 30 °C come pesci diversi e nuove alghe (alga tossica che inizia ad affliggere il litorale del palermitano)”.

5) Sicilia regione con più fenomeni meteorologici estremi a livello nazionale?

La Sicilia, come un po’ tutto il centro-sud, – conclude Albanese è stata una delle regioni che ha avuto maggiori fenomeni estremi. Il Nord, invece, ha affrontato periodi di siccità più accentuati che hanno rappresentato una vera e propria calamità“.