CATANIA – 6 mila euro l’anno di incentivi per le imprese che permetteranno di lavorare in maniera agile della Sicilia. 30 mila euro a lavoratore, nella strategia di un quinquennio, per incentivare il South Working e riportare “a casa” anche gli occupati siciliani fuori regione.
Sono trascorsi quattro mesi da quando il presidente della Regione, Renato Schifani, spiegava da Galati Memertino (Me) che “votare contro quella misura (south working ndr)” voleva dire “votare contro i ragazzi siciliani”. 131 giorni dopo, dopo approvazione finale dell’Ars, la Presidenza della regione ha dato l’ok all’avviso, mettendo nero su bianco tutti i dettagli della misura inserita nell’articolo 3 della Legge di Stabilità 2026-2028.
Incentivi South working in Sicilia, quanto c’è nel plafond?
Il plafond stanziato dalla Regione Siciliana ammonta a 18 milioni di euro annui per il triennio 2026-2028. Sono risorse confluenti nel Fondo Sicilia che saranno gestite operativamente da Irfis FinSicilia . I beneficiari diretti del contributo sono le imprese che avranno fatto nuove assunzioni a tempo indeterminato oppure trasformeranno contratti a termine in rapporti di lavoro stabili.
Un elemento centrale del provvedimento riguarda la localizzazione dell’unità produttiva. Le imprese ammesse hanno una sede operativa nell’Unione Europea o in un paese extra UE, ma non un’unità produttiva nel territorio siciliano. La Regione Siciliana vuole attrarre anche occupazione “esterna”, sostenendo l’inserimento o la stabilizzazione di lavoratori residenti in Sicilia, ma che operano da remoto per aziende collocate altrove.
Incentivi possibili per una strategia di south working quinquennale
Il rapporto di lavoro deve rispettare condizioni stringenti. I contratti, o gli specifici accordi tra le parti, devono prevedere l’esecuzione della prestazione lavorativa nel territorio siciliano per un periodo minimo di cinque anni e stabilire la modalità agile come regime prevalente. La presenza fisica nei locali aziendali resta consentita, ma entro un limite massimo del 20% su base annua, che è poi la soglia su cui si definisce il carattere “da remoto” dell’attività lavorativa.
L’entità del contributo può arrivare fino a 30.000 euro per ciascun lavoratore residente in Sicilia. L’erogazione non è concentrata in un’unica soluzione, ma distribuita nel quinquennio, con una quota annuale pari a 6.000 euro. Il beneficio rientra nel regime europeo degli aiuti “de minimis”, con i conseguenti limiti previsti dalla normativa comunitaria.
South Working in Sicilia, incentivi da bandi e piattaforma Irfis
L’accesso alla misura sarà disciplinato attraverso bandi pubblici predisposti da Irfis. Le istanze dovranno essere presentate tramite piattaforma informatica dedicata e saranno valutate secondo una procedura a sportello, fino a esaurimento delle risorse disponibili. La domanda dovrà contenere i dati dell’impresa e del lavoratore, le autodichiarazioni relative ai requisiti di ammissibilità, il contratto di lavoro, l’accordo che regola il lavoro agile e la documentazione connessa alle comunicazioni obbligatorie.
Dal punto di vista procedurale, Irfis effettuerà la fase istruttoria e sottoporrà le proposte di concessione o rifiuso entro novanta giorni dalla presentazione dell’istanza. Gli esiti saranno resi pubblici attraverso i siti istituzionali della finanziaria regionale e della Regione Siciliana.
I casi in cui i contributi potranno essere revocati (anche parzialmente)
Il contributo potrà essere revocato integralmente nei casi di perdita dei requisiti o di cessazione anticipata del rapporto di lavoro prima del quinquennio previsto. Sono contemplate ipotesi di revoca parziale nei casi in cui l’interruzione deriva da cause non imputabili all’impresa. Ad esempio: dimissioni volontarie o eventi di forza maggiore. Il sistema dei controlli a campione interesserà almeno il cinque per cento delle domande presentate.



