Economia, un anno di confronto-scontro ma la Sicilia spicca comunque il volo

Economia, un anno di confronto-scontro ma la Sicilia spicca comunque il volo

SICILIA – Il 2025 ha rappresentato per la Sicilia un anno di svolta sul piano della crescita economica: l’Isola si è piazzata al primo posto nella classifica nazionale, al termine di un anno in cui il sistema produttivo ha saputo coniugare innovazione tecnologica, rilancio industriale e interventi di protezione sociale, pur muovendosi in uno scenario segnato dai rincari e da un complesso confronto politico-finanziario all’Ars.

Digitalizzazione e politiche sociali: l’avvio dell’anno economico

I primi mesi dello scorso anno hanno visto la Regione imprimere una forte accelerazione ella sulla modernizzazioone amministrativa e del sostegno alle categorie più fragili. In primis, la Sicilia ha visto l’approvazione del Piano per la Transizione Digitale, accompagnato da investimenti pari a 120 milioni di euro. Obiettivo: innovare i servizi pubblici e rafforzare la competitività del territorio. Nello stesso periodo, il presidente Renato Schifani ha lanciato il “Reddito di povertà”, una misura regionale pensata per offrire un aiuto immediato alle famiglie in condizioni di maggiore vulnerabilità.

A rafforzare il pilastro sociale sono arrivati anche 1,4 milioni di euro destinati a progetti del terzo settore

La Sicilia come polo capitale strategico

Un punto di svolta per l’attrazione di capitali e il rilancio industriale dell’isola è stato rappresentato dal mese di maggio, periodo in cui Edison ha ribadito il proprio ruolo strategico in Sicilia annunciando investimenti superiori ai 270 milioni di euro. Quasi in parallelo è arrivata la conferma del potenziamento del sito STMicroelectronics di Catania, con 300 milioni di euro destinati alla produzione di semiconduttori.

L’attenzione della Regione si è estesa anche all’edilizia scolastica, con 3 milioni di euro destinati a interventi urgenti negli istituti siciliani.

Questo percorso è stato consolidato nel corso dell’estate con l’approvazione, da parte della giunta regionale, di un piano da oltre 610 milioni di euro rivolto allo sviluppo di tecnologie avanzate e soluzioni sostenibili. Anche il mondo dell’artigianato ha beneficiato di nuove risorse, grazie a stanziamenti superiori ai 100 milioni di euro e all’avvio del processo di integrazione tra Ircas e Crias.

Turismo e trasporti: crescita e criticità

Luci puntate sul settore turistico, che ha vissuto una stagione estiva caratterizzata da numeri record, pur accompagnata da alcune tensioni strutturali. A giugno sono stati messi a disposizione 135 milioni di euro a sostegno delle imprese del comparto, confermando il turismo come uno dei principali motori della crescita economica regionale. Nonostante l’aumento dei costi delle vacanze, la Sicilia è riuscita a mantenere il primato di regione costiera più accessibile del Paese.

Le difficoltà maggiori sono emerse sul fronte della mobilità. Il presidente Schifani ha manifestato forte preoccupazione per l’aumento delle tariffe dei traghetti, mentre per contenere i disagi di studenti e lavoratori fuori sede è stato riproposto il Sicilia Express, il collegamento ferroviario a basso costo attivo nei periodi di Pasqua e Natale.

La spazzatura costa cara a Catania

C’è un capitolo che però continua a “mettere in ginocchio” i cittadini: la Tari. La tassa sui rifiuti è in costante aumento e a risentirne più di tutti è Catania. In generale la tassa è aumentata del 3,3%: Catania si piazza al vertice nazionale con una media familiare pari a 602 euro annui, rispetto a una spesa media di 340 euro.

 C’è uno spiraglio di luce: secondo quanto ha spiegato l’amministrazione comunale, “il percorso intrapreso negli ultimi anni testimonia un’inversione di tendenza concreta e responsabile: la raccolta differenziata continua a crescere grazie all’ampliamento delle isole ecologiche, al potenziamento delle infrastrutture ambientali e a una progressiva maturazione del senso civico della comunità, raggiungendo il 37 %. Valore che tuttavia deve rappresentare una base da cui proseguire con determinazione verso risultati ancora più virtuosi.

Manovra finanziaria, confronto-scontro politico all’Ars

L’ultima parte dell’anno si è concentrata sul terreno parlamentare, con la discussione della manovra di stabilità regionale. Si tratta di un intervento complessivo da oltre 3 miliardi di euro distribuiti nel triennio che ha acceso il dibattito: la maggioranza ha incontrato difficoltà nelle votazioni iniziali, ma è riuscita a chiudere il percorso approvando un testo finale incentrato su lavoro, sostegno alle imprese, politiche sociali ed enti locali.

Tra le misure di maggiore rilievo figurano gli incentivi fiscali pensati per favorire il rientro dei giovani professionisti “fuggiti” all’estero e l’istituzione del fondo regionale per l’editoria, dopo la bocciatura della norma la scorsa estate. E ancora, per garantire l’equilibrio dei conti pubblici, il governo regionale ha disposto il rinvio al 2033 di una parte delle risorse destinate al Ponte sullo Stretto, pari a circa 780 milioni di euro, posticipando così l’inizio dei lavori. 

La Sicilia guida la crescita: Pil in aumento

Ma in fin dei conti, la nostra Isola ha spiccato il volo. Secondo le ultime rilevazioni Istat, la Sicilia ha fatto segnare una crescita del PIL pari all’1,8%, il valore più elevato in Italia. Un risultato che certifica un cambio di passo strutturale, con l’economia regionale capace di avanzare a un ritmo superiore rispetto alla media del Centro-Nord.

Numeri che il presidente Schifani ha commentato sottolineando come la strada intrapresasia quella giusta” e che le scelte del governo siciliano “stiano producendo risultati concreti”.

Manovra 2026, nuova mappa dei bonus

Accanto alle politiche regionali è importante sottolineare come la manovra di bilancio nazionale stia ridisegnando il sistema di incentivi destinati a famiglie e cittadine, gettando uno sguardo sui prossimi mesi.

Restano attive le principali detrazioni edilizie – cioè ristrutturazioni, ecobonus e sismabonus – con aliquote differenziate tra prima e seconda casa e con un progressivo ridimensionamento previsto dal 2027. Il Superbonus viene definitivamente archiviato, salvo una proroga limitata ai territori colpiti dai terremoti del 2009 e del 2016.

Alcune misure, come il bonus barriere architettoniche, non vengono rifinanziate, mentre il bonus mobili resta legato a interventi edilizi. Sul fronte sociale, l’assegno unico viene aggiornato all’inflazione e favorito dalla nuova impostazione dell’Isee , che attenua il peso della prima casa, ampliando l’accesso ai benefici.

Confermati anche il bonus per i nuovi nati, la carta per i beni essenziali e gli incentivi per asili nido e lavoro femminile, con particolare attenzione alle madri lavoratrici. In ambito scolastico e universitario, aumentano i tetti delle spese detraibili, arrivano nuovi fondi per libri e scuole paritarie e viene mantenuta la no tax area per gli studenti.