Pasqua e tradizione, i riti religiosi tutt’ora celebrati all’interno dei comuni siciliani

Pasqua e tradizione, i riti religiosi tutt’ora celebrati all’interno dei comuni siciliani

SICILIAPasqua 2026 è ufficialmente arrivata e con sé, sotto un velo addolcito dalle ormai tradizionali uova e colombe, porta un ricco patrimonio di tradizioni e riti a sfondo religioso che spesso tendiamo a ignorare, ormai soggiogati agli usi e alle mode di una società in continuo mutamento. In cosa consistono, però, questi rituali “degli antichi”? Dove si svolgono in Sicilia?

Una Pasqua 2026 tutta siciliana: il “Ballo dei diavoli” a Prizzi

Ad aprire l’elenco la festa folcloristica che, durante la domenica della Resurrezione, colora le strade di Prizzi, nel Palermitano. I protagonisti dell’evento sono le due fazioni spirituali, quella dei diavoli accompagnati dalla morte e quella degli angeli spalleggiati dalla vita, che si aggirano per il paese, talvolta coinvolgendo anche la folla.

Il momento culminante della processione è dato però dall’incontro tra i due “eserciti”, che coincide anche con la presenza in contemporanea della statua di Cristo e della Madonna. Tale fase prende il nome di “U ballu di diavuli“, ovvero “Il ballo dei diavoli“, per via della danza ritmata che caratterizza i movimenti dei maligni.

Questi ultimi, infatti, hanno come obiettivo quello di evitare l’incontro tra Gesù e l’Addolorata, correndo da una statua all’altra prima di venir interrotti dall’intervento degli angeli, sancito dal suono delle campane. Si conclude quindi, con il trionfo della truppa celeste e la riunione tra Madre e Figlio, quella lotta tra la vita e la morte che incarna la tradizione pasquale.

Vi segnaliamo, nel caso in cui vogliate raggiungere la celebrazione o semplicemente approfondire la storia dietro questa tradizione dalle radici medievali, il sito ufficiale del Ballo dei diavoli, già aggiornato per l’anno 2026.

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Presenti in foto i demoni, vestiti in rosso, e la morte, vestita in giallo

La lotta tra il bene e il male ad Adrano: il binomio “Diavolata” e “Angelicata”

La messa in scena del contrasto naturale tra angeli e demoni, però, è riscontrabile anche all’interno di altre tradizioni della Sicilia. Tra queste vi è la manifestazione religiosa di Adrano, in provincia di Catania, dove la rappresentazione della “Diavolata” e della “Angelicata” trasforma piazza Umberto in un vero e proprio teatro a cielo aperto.



La celebrazione vede dapprima l’interpretazione della Diavolata, durante la quale i diavoli cercano di persuadere gli umani a rimanere nel peccato, poi interrotta dall’intervento dell’arcangelo Michele il quale, sconfiggendo definitivamente Lucifero, dà quindi inizio all’Angelicata, caratterizzata da toni e colori “paradisiaci”.

L’aspetto più suggestivo dell’evento, tuttavia, è rappresentata dagli attori coinvolti nel dramma. Questi ultimi infatti, abitanti di Adrano, altro non sono che il frutto di una tradizione familiare che va avanti da anni, con padri che tramandano ai figli i metodi e le tecniche per portare a compimento la manifestazione.

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-La “Diavolata”-

Il legame tra madre e figlio celebrato a Messina: la Festa degli Spampanati

Concludiamo il nostro elenco con una celebrazione tutta messinese: la Festa degli Spampanati. L’evento prende il nome dall’antica tradizione secondo cui i partecipanti, nello specifico le donne, si presentavano indossando abiti colorati e sgargianti.

A caratterizzare la manifestazione è la processione dei simulacri di Gesù Risorto e della Madonna della Mercede, corteo che mette in scena la “ricerca” di Maria di suo figlio fino al loro ricongiungimento, chiamato “la giunta”. La festa ha inizio verso le 7:30 di domenica con la Santa Messa, poi seguita dalla processione e dall’incontro tra le due statue previsto per le 10:30 in piazza Duomo.

Circa questa celebrazione vi segnaliamo i provvedimenti viabili, resi pubblici sul sito ufficiale del comune di Messina, finalizzati allo svolgimento in sicurezza della Pasqua 2026 all’interno del comune

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