SICILIA – “Ancora un’altra rivolta, ancora violenza. Qualunque motivazione, qualunque ragione e qualsiasi necessità non giustifica la violenza che si mette in atto per creare tensione e stress”: così il Sindacato Nazionale Autonomo Polizia Penitenziaria – SiNAPPe – ha denunciato in una nota il teatro che va in scena fin troppo spesso nelle carceri siciliane. La situazione è critica.
Febbraio di violenza nelle carceri siciliane
Si è chiuso un vero e proprio febbraio di violenza: l’ultima “in ordine di tempo alla Casa Circondariale di Catania Piazza Lanza, l’ultimo istituto dove i detenuti pensano di utilizzare la violenza per un nonnulla”.
E ancora, “l’aggressione nei confronti del personale di Polizia Penitenziaria ha interessato la Casa Circondariale di Barcellona Pozzo di Gotto. Neanche due settimane fa, nella Casa Circondariale di Siracusa c’è stata l’aggressione nei confronti del personale di Polizia Penitenziaria, nello stesso istituto dove nei mesi scorsi i reclusi si sono rifiutati di rientrare in cella per diversi giorni”.
La situazione è critica ovunque
A Palermo, al carcere Ucciardone, si sono registrati nuovi episodi di disordini e violenze. “Un altro teatro di violenza è stato a Palermo Ucciardone e non dimentichiamo Trapani, Enna, Caltanissetta, San Cataldo e tantissimi altri casi di violenze che si registrano quotidianamente in tutti gli istituti della Sicilia”.
“Numerosi sono stati gli episodi che hanno visto il coinvolgimento di detenuti in risse, evasioni ed aggressioni”.
Gli agenti penitenziari nel mirino
L’ennesimo episodio conferma la difficoltà quotidiana del personale. “Sommiamo un altro episodio di violenza, un’altra vile azione condotta contro la Polizia Penitenziaria da parte di detenuti che con violenza si scagliano contro, utilizzando la violenza come l’unica loro forma di ragionamento, l’unico modo di esprimersi”.
Il contrasto ai disordini genera spesso tensioni. “L’intervento della Polizia Penitenziaria dà fastidio ai detenuti, come anche in altre occasioni che, con spavalderia, hanno minacciato o aggredito affermando che ‘tanto non ti pago’”.
Il segretario SiNAPPe Di Prima: “La scena nelle carceri siciliane è sempre la stessa. Solidarietà ai colleghi aggrediti”
Secondo Rosario Mario Di Prima, Segretario Nazionale del SiNAPPe, “numerosi sono gli avvenimenti, quasi quotidiani, nei confronti del personale di Polizia Penitenziaria, evidenziando il continuo attacco alla sicurezza della Polizia Penitenziaria da parte dei detenuti, che scaricano le loro violenze nei confronti del personale. Ancora una volta la scena è sempre la stessa: scoppia rivolta all’interno di questo o quel carcere, detenuti che vorrebbero prendere il controllo di un reparto. Detenuti che, per occultare telefonini e droga, creano disordini per distogliere l’attenzione degli agenti della Polizia Penitenziaria. Intanto il primo bilancio è sempre lo stesso: agenti feriti, a fuoco materassi, distrutte telecamere e danneggiati arredi; il cliché non cambia”.
“Va tutta la nostra solidarietà direttamente ai colleghi che hanno subito l’aggressione e a tutto il personale di Polizia Penitenziaria in servizio negli istituti siciliani, che, seppur oggetto di azioni di violenza, riescono a garantire con capacità la sicurezza e la presenza dello Stato, così come è accaduto a Catania Piazza Lanza ieri, ma anche a Palermo, Siracusa, Trapani”.
Carenza di personale e criticità strutturali nelle carceri. Si chiedono misure urgenti
Il SiNAPPe denuncia anche le difficoltà strutturali. “La situazione di grave carenza organica negli istituti penitenziari siciliani, risorse che non sono mai state destinate in misura equa, continua ancora – dice Di Prima – a costringere il personale di Polizia Penitenziaria ad operare in situazioni di difficoltà, con la contemporanea sorveglianza delle diverse tipologie di detenuti, riuscendo sempre a dare il meglio della propria professionalità”.
Infine il sindacato ha chiesto misure urgenti. “Con una nota ben circostanziata, il SiNAPPe ha chiesto al Provveditore Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria di intraprendere tutte le necessarie iniziative per ripristinare condizioni di lavoro e sicurezza”.



