Semestre filtro, feste finite arriva il verdetto: quando le graduatorie di questa “mattanza” accademica

Semestre filtro, feste finite arriva il verdetto: quando le graduatorie di questa “mattanza” accademica

SICILIA – Pronti, partenza, via! Mancano pochi giorni alla pubblicazione della prima graduatoria nazionale del semestre filtro dei corsi di laurea in Medicina, Odontoiatria e Veterinaria. Risultati che rappresenteranno una vera e propria “mattanza”, specialmente per Medicina considerando che su oltre 54mila studenti iscritti (nello specifico 54.238) ne entreranno poco più che 16mila.

Il prossimo giovedì 8 gennaio il primo verdetto: gli aspiranti medici scopriranno la posizione in cui si sono piazzati “in classifica”, facendosi una prima idea del futuro che li aspetta.

Il punto sul semestre filtro: i due appelli

Non è stata certamente una passeggiata. Le matricole hanno affrontato tra novembre e dicembre 3 esami caratterizzanti – fisica, chimica e biologia – distribuiti su due appelli: un modo per offire una seconda chance a chi aveva preso uno “scivolone” al primo tentativo.

Il punteggio finale è un mix tra i CFU acquisiti (i crediti) e i voti ottenuti. Chi ha fatto l’en plein vola in testa, chi ha zoppicato rischia di rimanere fuori o di attendere gli scorrimenti.

Le stime nazionali di una “mattanza” accademica

A fronte di oltre 54mila iscritti ai nastri di partenza di tutta Italia, i posti disponibili per Medicina nelle università pubbliche sono 16.776. Le stime che arrivano dalle aule universitarie e dai sindacati studenteschi dipingono uno scenario netto: si calcola che circa il 40% ha superato tutte e tre le prove; circa un candidato su quattro non avrebbe superato neanche una prova.

Lo scoglio più duro è stato fisica: in molti atenei ha fatto registrare tassi di bocciatura altissimi specialmente al primo appello.

Il cambio di rotta del semestre filtro: si può essere ammessi con riserva

Davanti al rischio di avere troppi bocciati (e, di fatto, al rischio non riuscire a riempire i posti disponibili in Italia) non sono mancate contestazioni – a suon di “povero comunismo” e “inutilità” secondo la ministra Anna Maria Bernini – il Ministero dell’Università e della Ricerca ha dovuto aggiustare il tiro in corsa, introducendo un meccanismo più flessibile legato agli OFA (obblighi formativi aggiuntivi.

In altre parole, non è detto che entreranno solo “i primi della classe”: potranno accedere ai posti disponibili anche chi non ha superato tutti gli esami, portandosi dietro il debito formativo da recuperare nel primo anno effettivo di corso.

I posti disponibili degli Atenei siciliani

Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia

  • Università degli Studi di Catania: 500;
  • Università degli Studi di Messina: 605, di cui 88 nel corso di laurea LM-41 a indirizzo biotecnologico (il MedBioTech);
  • Università degli Studi di Palermo: 461 al corso di laurea classico, 78 al MedIt (Medicine and Surgery a indirizzo Tecnologico);
  • Università degli Studi di Palermo con sede a Caltanissetta: 98, 72 al MedIt.

Ebbene – escludendo il corso di laurea in lingua inglese (che non ha cambiato modalità di accesso) e l’Università Kore di Enna (privata) – la Sicilia ha messo sul piatto 1814 posti. Stando alla rilevazione dello scorso 5 settembre, ci hanno provato in 5123 ma il semestre filtro ha funzionato come una ghigliottina, specialmente per chi ha abbandonato prima degli appelli.

Numeri più contenuti, chiaramente, per le due professioni sanitarie.

Odontoiatria

  • Catania: 25;
  • Messina: 50;
  • Palermo: 19.

Veterinaria

  • Messina: 95;
  • Palermo: 47.

Cosa succederà giovedì

Il prossimo 8 gennaio gli studenti potranno consultare la propria posizione sul portale Universitaly. Chi risulterà assegnatario potrà tirare un sospiro di sollievo: c’è tempo dal 13 al 16 gennaio per procedere all’immatricolazione definitiva.

Per tutti gli altri inizierà la “tachicardica” attesa degli scorrimenti: il primo è fissato per mercoledì 21 gennaio, sarà quella la data in cui si capirà davvero quanti posti si libereranno a causa delle rinunce – magari chi ha optato per atenei privati o all’estero – e quanti studenti con OFA riusciranno a rientrare in gioco per coronare il sogno del camice bianco.