SICILIA – La situazione dei pronto soccorsi siciliani è ormai al limite della sostenibilità. A denunciarlo è Ersilia Saverino, deputata del Partito Democratico all’Assemblea Regionale Siciliana, che ha presentato un’interrogazione al presidente della Regione e all’assessore alla Salute, chiedendo interventi immediati e strutturali per fronteggiare l’emergenza.
Secondo quanto evidenziato dalla parlamentare regionale, l’attuale ondata influenzale e la diffusione della variante K del virus A H3N hanno fatto emergere, ancora una volta, le gravi criticità del sistema sanitario regionale. “Dai dati ricavati da fonti aperte – afferma Saverino – emerge un quadro drammatico: centinaia di persone costrette ad attendere per ore, reparti che lavorano oltre il 150% della capienza, con punte che in alcuni casi superano addirittura il 400%”.
Una situazione particolarmente critica si registra negli ospedali delle aree metropolitane di Catania e Palermo, dove molti pazienti rimangono sulle barelle per oltre 24 ore, in attesa di un posto letto. “Non possiamo continuare a gestire emergenze ampiamente prevedibili, come i picchi influenzali stagionali, senza un vero piano di prevenzione”, sottolinea la deputata dem.
Alla base del collasso, secondo Saverino, ci sono problemi strutturali ormai cronici: carenza di personale medico e infermieristico, riduzione dei posti letto e mancata valorizzazione della sanità territoriale, che avrebbe dovuto alleggerire la pressione sugli ospedali. “I nostri presìdi ospedalieri – aggiunge – lavorano stabilmente oltre la loro capacità ordinaria, in una condizione che non può più essere considerata emergenziale ma strutturale”.
Con l’interrogazione parlamentare, la deputata chiede al Governo regionale di chiarire quali misure intenda adottare per affrontare il problema in modo definitivo. “Non bastano più interventi tampone – conclude Saverino – serve una programmazione seria e una politica sanitaria in grado di garantire ai siciliani il diritto alla salute, sancito dalla Costituzione, e non una continua corsa affannosa dietro alle emergenze”.



