SICILIA – In Sicilia i prezzi dei carburanti continuano a salire, nonostante il recente calo delle quotazioni del petrolio legato alla tregua tra Stati Uniti e Iran e alla riapertura dello Stretto di Hormuz. Il gasolio ha ormai raggiunto livelli record, sfiorando la soglia dei 2,2 euro al litro, con pesanti ripercussioni su famiglie, lavoratori e pendolari.
Secondo i dati elaborati dal Codacons su base Mimit, il prezzo medio del gasolio in modalità self service nell’isola si attesta oggi a 2,190 euro al litro, mentre la benzina raggiunge 1,811 euro al litro. Rispetto alla giornata precedente, il gasolio registra un aumento significativo di 4,9 centesimi (da 2,141 a 2,190 euro), mentre la benzina cresce di 0,8 centesimi (da 1,803 a 1,811 euro). Un incremento che colloca la Sicilia tra le regioni più costose d’Italia per il gasolio.
“Si tratta di un dato estremamente grave – denuncia Francesco Tanasi, Segretario Nazionale Codacons – perché a fronte di un calo del petrolio, i prezzi alla pompa continuano inspiegabilmente a salire. Il gasolio è ormai vicinissimo ai 2,2 euro al litro, aggravando ulteriormente i costi per cittadini e lavoratori”.
Secondo l’associazione dei consumatori, si ripropone una dinamica ormai nota: gli aumenti delle quotazioni internazionali si riflettono immediatamente sui prezzi alla pompa, mentre le eventuali riduzioni arrivano con forte ritardo. Nonostante il ribasso del greggio registrato dopo gli sviluppi geopolitici, i benefici non si sono ancora tradotti in un alleggerimento dei listini.
“Il rischio – prosegue Tanasi – è quello di una doppia velocità che penalizza gli automobilisti: rincari immediati e ribassi lentissimi. Una situazione che i consumatori conoscono bene e che non è più accettabile”.
Il Codacons chiede dunque controlli stringenti e interventi urgenti per garantire maggiore trasparenza nella formazione dei prezzi, sottolineando come la Sicilia continui a risultare tra le aree più penalizzate del Paese.
“Non è tollerabile che, nonostante il calo del petrolio, gli automobilisti siciliani continuino a sostenere costi sempre più elevati. Servono vigilanza e misure concrete per tutelare i cittadini”, conclude Tanasi.



