SICILIA – Prosegue il percorso di tutela e monitoraggio delle risorse idriche sull’Isola. L’iniziativa è stata resa possibile dalla proroga dell’accordo di collaborazione tra l’Autorità di bacino della Presidenza della Regione e Arpa Sicilia. Il tutto si svolge nell’ambito del programma finanziato dal Po Ambiente Fsc 2014-2020.
“Proseguiamo con determinazione nel percorso di tutela e miglioramento della qualità dei nostri corpi idrici, assicurando stabilità alle attività e continuità alle competenze professionali maturate. La salvaguardia dell’ambiente rappresenta una priorità strategica per il governo regionale”. Lo ha dichiarato l’assessore regionale al Territorio e all’ambiente, Giusi Savarino, che ha disposto la proroga al 30 novembre 2026 dei contratti del personale dell’Arpa Sicilia attualmente impegnato nel progetto negli interventi per la tutela e il miglioramento dei corpi idrici.
Il provvedimento relativo alla proroga, a firma del segretario generale Leonardo Santoro, sarà valido fino al 31 marzo 2027. Gli interventi previsti in Sicilia hanno l’obiettivo di raggiungere pienamente gli obiettivi progettuali e migliorare la tutela delle risorse idriche. Senza incrementare i costi rispetto al finanziamento complessivo già previsto pari a 18,9 milioni di euro.
Il progetto “Interventi per il miglioramento della qualità dei corpi idrici” riguarda tre principali ambiti operativi: quello delle acque di transizione, delle acque superficiali interne – fiumi e laghi – e delle acque sotterranee.
Tra le attività più rilevanti previste figurano il rafforzamento della rete di monitoraggio ambientale, l’aggiornamento del quadro delle pressioni antropiche sui corpi idrici, la valutazione dello stato ecologico e chimico delle acque superficiali e sotterranee, l’implementazione di sistemi informatizzati per la gestione dei dati ambientali.
Particolare attenzione sarà dedicata allo studio dei corsi d’acqua caratterizzati da elevata mineralizzazione naturale, diffusi soprattutto nella Sicilia meridionale e orientale. Questi habitat di grande interesse scientifico sono ancora poco conosciuti e richiedono specifiche metodologie di monitoraggio.
La prosecuzione delle attività garantirà, infine, la proroga dei contratti di lavoro per un altro anno per 92 persone ad oggi in servizio, di cui 87 tecnici e 5 amministrativi.




