Università, ministro Manfredi: “A luglio possibili lauree ed esami in presenza. Ritorno in aula a settembre”

Università, ministro Manfredi: “A luglio possibili lauree ed esami in presenza. Ritorno in aula a settembre”

PALERMO – Il ministro per l’Università e la Ricerca Gaetano Manfredi, in un’intervista rilasciata all’Huffington Post, è intervenuto largamente su temi cruciali della vita accademica, quali il diritto allo studio e le regole per gli esami online. Due sono le parole cardine del suo intervento: flessibilità e limitazione del calo degli iscritti.

Il ministro prospetta la possibilità di un calo degli iscritti all’università il prossimo anno accademico, nonostante si auguri che non sia così.


Manfredi parla di un triplice intervento sul diritto allo studio, che tocca i seguenti tasti: riduzione delle tasse; aumento del fondo per le borse di studio; contributi agli studenti per superare il digital divide. Un intervento che ammonta in totale a 290 milioni di euro. “Riguarda sia le università che l’alta formazione artistica e musicale: i conservatori, le accademie di belle arti“, specifica il ministro dell’Università e della Ricerca.

Il fronte degli interventi sulle tasse toccherà, naturalmente, anche l’Isee universitario. Di solito è basato su redditi di due anni fa, ma la situazione dall’inizio della crisi è radicalmente cambiata per migliaia di famiglie.



Per quanto riguarda la sessione estiva all’università, le regole prevedono che se la connessione cade durante un esame, questo viene annullato, con grave danno per lo studente. Il ministro, tuttavia, invita a non applicare alla lettera le linee guida.

Ricco di novità, invece, il mese di settembre, su cui il ministro dell’Università è chiaro: “Sicuramente settembre sarà in aula: le università riapriranno con appositi modelli organizzativi e orari volti a garantire il rispetto del distanziamento fisico“. Tuttavia, sorge la necessità di organizzarsi per gli studenti, come i fuori sede, che potrebbero avere maggiori difficoltà a raggiungere le aule degli atenei.

Da un lato dobbiamo avere l’aula, dall’altro dobbiamo assicurare un servizio telematico di qualità – dichiara Manfredi -. Su questo faremo un sistema blended, che guarderà a tutto il sistema nazionale anche con un’interconnessione tra università, nel senso che chi non potrà raggiungere il proprio ateneo potrà appoggiarsi alla struttura telematica dell’ateneo più vicino. L’università si dovrà comportare come un grande sistema nazionale“.

La speranza, conclude il ministro, è che già a luglio alcune attività, come lauree o esami a piccoli gruppi, avvengano di presenza.

Infine, sui test d’ammissione il ministro prende parola soltanto per i test a livello nazionale, come quello di Medicina: “Stiamo lavorando dal punto di vista logistico per avere più sedi in cui effettuare il test e fare in modo che ogni candidato possa svolgerlo nella propria provincia, senza doversi spostare in maniera significativa”.

Immagine di repertorio