Studenti del “Wojtyla” alla mostra “Simone Martini incontra Salvatore Incorpora, il racconto del sacro” - Newsicilia

Studenti del “Wojtyla” alla mostra “Simone Martini incontra Salvatore Incorpora, il racconto del sacro”

Studenti del “Wojtyla” alla mostra “Simone Martini incontra Salvatore Incorpora, il racconto del sacro”

CATANIA – Da Siena a Linguaglossa per “Il racconto del sacro”, la mostra promossa dall’associazione culturale “Salvatore Incorpora” che unisce tre significativi dipinti la “Madonna con Bambino” di Simone Martini del primo decennio del Trecento, “Natività di Gesù” trittico di Andrea Di Bartolo (inizio XV secolo) e “Adorazione dei pastori” di Leandro Bassano (fine ‘500).

Le opere provengono dalla Pinacoteca Nazionale di Siena, con il patrocinio di Mibat, Regione Siciliana, Sovrintendenza Beni Culturali di Catania e Comune di Linguaglossa. Accolti con garbo e dovizia dalla dottoressa Gemma  Incorpora, gli studenti dell’Istituto Alberghiero “Karol Wojtyla” di Catania classe II R, plesso Leonardo da Vinci, accompagnati dalla professoressa Maria Cristina Papa, sono stati introdotti con linguaggio adeguato alla loro formazione culturale, usando un registro linguistico che li ha affascinati.



Hanno viaggiato fra queste intense opere, dialogando con l’arte senese con la direzione tecnica di Annamaria Guiducci e il sacro contemporaneo di Incorpora, che si esprime nell’esplosione dello stupore e per la gioia della salvezza. Guidati in modo efficace da Gemma Incorpora, hanno ammirato il percorso espositivo all’interno dell’arte poliedrica di Salvatore Incorpora. Una pagina di storia quando si soffermano sui dipinti che evocano la prigionia del grande artista in Polonia e i pastori di terracotta creati nella fonderia presso cui lavorava come prigioniero del 3° Reich; nel ’42 costruisce nel duomo di Warthenau il presepe di quel Natale, raccontandone l’idea e la realizzazione nel volume “Quell’andare-da un diario” Eunoè editore.

Sottolinea Gemma Incorpora “come la cucina italiana è la migliore nel mondo, altrettanto l’arte: abbiamo il 70 % del patrimonio artistico mondiale, siamo al primo posto; cucina e arte dialogano attraverso le mostre. Porta gli studenti con maestria indietro nel tempo, al 1310, raccontando come il trittico sacro fungeva anche da altarino per pregare, poiché non esisteva ancora la stampa e non c’erano le immaginette”.


E ancora, li invita a riflettere su quanta storia c’è in questi dipinti; spiega il fondo oro del periodo gotico, dopo il medioevo: fogli quadrati di lamelle di oro zecchino che con delicatezza appiccicavano uno sull’altro per rappresentare l’empireo; per ottenere i colori se li preparavano: per esempio, se non c’era il blu lo ottenevano dal lapislazzuli, grattando la pietra. Poi si sposta verso il Rinascimento, spiega cosa sono le pinacoteche, come i musei raccolgono le donazioni e i collezionisti regalano le opere.

Il percorso arriverà fino al Novecento e si conclude con un interessante video che rievoca la figura del grande artista Incorpora raccontando al sua arte e le sue opere. Notevole la riflessione di uno studente che evidenzia “oggi abbiamo appreso informazioni nuove che ci hanno allontanati dallo smartphone”.

L’attività fa parte del progetto sperimentale di innovazione didattica-potenziamento area linguistico-letteraria con attività giornalistica.