Piccoli geologi crescono all’I.C. “Guglielmo Marconi” di Paternò e di Ragalna

Piccoli geologi crescono all’I.C. “Guglielmo Marconi” di Paternò e di Ragalna

PATERNÒ – Il vulcanologo e ricercatore dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) Boris Behncke ha incontrato gli studenti dell’Istituto Comprensivo Guglielmo Marconi di Paternò e di Ragalna per parlare di uno dei vulcani più straordinari al mondo, l’Etna, dichiarato nel 2013 Patrimonio dell’Unesco. 

Il vulcanologo ha esordito raccontando di sé e delle sue scelte professionali e di vita, poi ha introdotto il vulcano che scatena la forza della natura ma dona paesaggi di incommensurabile bellezza. Attraverso questioni antropologiche e naturalistiche e con avvincenti e accurate descrizioni delle eruzioni alle quali egli stesso ha assistito in condizioni spesso rischiose, Boris ha spiegato come, nel corso dei secoli, le eruzioni abbiano modificato i pendii del vulcano, disegnando panorami unici di lava e ghiaccio. L’Etna non è un monte, ma un mondo: spaventoso e incantevole, non somiglia a nessun altro. Vi sono tutti i climi, dall’eterno tepore delle radici immesse nel mare e nei fiumi venerati un tempo come divinità, al gelo eterno dei culmini; vi sono tutte le vegetazioni: dalle siepi delle opunzie tropicali, dalle palme e dalle agavi africane, dagli aranci e dalle vigne orientali, ai boschi di pini e di faggi, di betulle e di elci della zona alpestre e alle crittogame delle regioni artiche; vi sono le città grandi e piccole delle rive marine e fluviali, i borghi delle pendici e il deserto delle maggiori altitudini; vi sono i paesaggi dolci e ridenti  degli agrumeti, delle fertili campagne e dei fitti boschi, i paesaggi più brulli, in cui regna il profumo della ginestra, e quello lunare nei pressi del cratere.  



L’occasione è stata fondamentale per approfondire i fenomeni vulcanologici e, in particolare, il tema dei terremoti di origine vulcanica: se si possono prevedere e come comportarsi per poterli prevenire al meglio, tema di particolare interesse per le nostre località, frequentemente a contatto con l’attività vulcanica dell’Etna. Diapositive, video, immagini hanno catturato appieno l’attenzione del giovane pubblico.

Dopo avere assistito alla conferenza, gli alunni hanno partecipato attivamente al dibattito, manifestando curiosità e interesse per la storia e l’intensa attività eruttiva della nostra “Montagna” e sulla vita che si conduce senza mai dimenticarsi di vivere sotto un vulcano. 


 “Siamo innamorati della nostra Montagna, che è stata cantata da poeti antichi e moderni, scrittori d’ogni età e d’ogni paese. Ogni giorno l’Etna ci stupisce e incanta con la sua bellezza e imponenza”, afferma il dirigente dell’Istituto, prof.ssa Maria Santa Russo. E prosegue: “Auguro ai nostri alunni di poter coltivare il sogno di Boris, il cui entusiasmo per la nostra Montagna è stato contagioso… un vero vulcano di notizie ed informazioni!“.