L’I.C. “P. S. DI Guardo-Quasimodo” e la promozione della “raccolta differenziata” dell’animo

L’I.C. “P. S. DI Guardo-Quasimodo” e la promozione della “raccolta differenziata” dell’animo

CATANIA – Il 27 marzo 2020, in diretta streaming su Zoom e sulla pagina di Facebook, si è tenuta la cerimonia di premiazione delle azioni nazionali SERR (Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti) 2019. Originariamente quest’evento si sarebbe dovuto tenere nella Città metropolitana di Catania, dato che quest’anno si è registrato un grande riscontro da parte della Regione Siciliana alle iniziative messe in campo per la SERR, ma a causa del Covid-19 si è tenuto virtualmente. Il comitato SERR ha fortemente voluto che la premiazione, seppur virtuale, ci fosse per cercare di raccontare in un periodo così buio cose positive.

L’I.C. “P. S. Di Guardo – Quasimodo”, con la sua Dirigente Simona Maria Perni e la prof.ssa Tiziana Longo (referente per la scuola secondaria di I grado), è stato virtualmente presente all’evento e il progetto “Differenziamoci” al quale aveva aderito la scuola si è piazzato ai primi posti nelle categorie “Istituti Scolastici” e ha ottenuto anche una “Menzione Speciali”.


La scuola educa il futuro cittadino, per questo è importante promuovere tutte quelle azioni e quelle attività che consentono di sviluppare i comportamenti responsabili degli alunni”, ha dichiarato la dirigente scolastica Simona Maria Perni.

Dopo i saluti iniziali e gli interventi di varie autorità del settore, il programma ha visto la presentazione e la premiazione delle azioni vincitrici in varie categorie: Imprese, Pubbliche Amministrazioni, Istituti scolastici, Associazioni, Cittadini e Menzioni Speciali. Da nord a sud, da Torino a Bari, da Vicenza a Ispica, passando per gli “Angeli dell’Ambiente” del quartiere di san Berillo a Catania, sono state premiate le azioni più virtuose, innovative ed originali promosse da tutte le regioni. A livello europeo l’Italia si è piazzata 2ª dopo la Francia con ben 5mila azioni, ma a livello nazionale la regione che più si è distinta è stata la Sicilia con ben oltre 672 azioni. Quest’anno la nostra splendida terra, quasi sempre ultima in classifica per azioni ecologiche, è stata premiata in quasi tutte le categorie, segno di un cambiamento lento ma progressivo che si sta avendo. “La Sicilia ha fatto molto in termini di gestione dei rifiuti negli ultimi anni”, ha detto in apertura Salvatore Cocina, Dirigente generale del Dipartimento Acque e Rifiuti della Regione Siciliana “tanto da passare dal 22% al 45% di raccolta differenziata”.



L’impegno profuso a tutti i livelli da parte della scuola, istituzioni, associazioni e cittadini sta dando i suoi frutti. Le tre parole magiche Riduco, Riuso e Riciclo sono alla base di quella “economia circolare” che a livello europeo e mondiale ci auspichiamo venga raggiunta. Si è parlato di protocolli d’intesa, di lotta allo spreco alimentare, di scelte sostenibili, di buone prassi, di eco designer, di spesa a rifiuti zero, di mappe eco-consumo, ma soprattutto di lavoro in rete che, virtuale o fisica che sia, rappresenta l’unione, la sinergia, la comunità d’intenti che fa sentire l’uomo faber fortunae suae. Una cerimonia virtuale che ci ha fatto sentire tutti uniti al di là dei confini delle regioni.

La chat di gruppo ha permesso di esprimerci liberamente, di interagire e conoscere autorità, cittadini, insegnanti, imprenditori, consorzi di tutta Italia impegnati a sostegno dell’ambiente. La chiosa finale è stata suggellata dal ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, che ha sottolineato quanto sia importante, finita l’emergenza epidemiologica, la costruzione di un percorso nuovo e diverso e di una ripresa economica con un paradigma ambientale che guardi al futuro. Niente di più attuale in un periodo come questo, in cui un nemico invisibile, che non conosce confini né ceti sociali, ci costringe a stare a casa, a modificare le nostre abitudini, a ridurre gli sprechi, a sfruttare meno il nostro Pianeta. Un nemico con la Corona che, pur non essendo re, ha colpito indiscriminatamente tutti; è entrato prepotentemente nelle nostre case, nelle nostre famiglie, nelle nostre vite e nel giro di qualche settimana ha cambiato lo scenario mondiale, abbattendo barriere e costringendo tutta l’umanità ad una pausa, ad un momento di riflessione. L’unico a gioire di questo stop è il nostro Pianeta che dai satelliti e dalle foto scattate un po’ in tutto il mondo appare più pulito e salubre. In poco più di un mese sono state ridotte di oltre il 25% le emissioni di CO2 nell’aria, le nostre acque appaiono più pulite, si vedono i fondali della laguna di Venezia, i delfini nuotano liberi a Cagliari e la foto delle anatre che si fanno il bagno nella Barcaccia di piazza di Spagna ha fatto il giro del mondo. La natura sembra riappropriarsi di quello spazio che l’uomo, col suo egoismo le aveva tolto.

Per paura della pandemia anche i paesi funestati da anni di sanguinari conflitti, dalle Filippine al Camerun e dallo Yemen alla Siria, hanno risposto positivamente all’appello del Segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, cessando le ostilità in virtù di una tregua. Ma per fare tutto questo c’era bisogno di questo nemico invisibile? Papa Francesco nella sua omelia, davanti ad una piazza San Pietro deserta, dice: “Fitte tenebre si sono addensate sulle nostre piazze, strade e città di fronte alle quali ci siamo trovati impauriti e smarriti, fragili e disorientati; non possiamo andare avanti ciascuno per conto proprio, ma solo insieme”.

Qualcuno dice che stiamo facendo la storia – afferma la professoressa Tiziana Longo – ma la storia la faremo se riusciremo a far tesoro di questo periodo facendo una sorta di ‘raccolta differenziata’ atta a creare chiarezza e a portare una nuova igiene nelle nostre menti, nei nostri cuori e nel mondo”.