Laboratorio “produzione e scrittura sulla carta di papiro” per gli alunni del CD FAVA di Mascalucia - FOTO - Newsicilia

Laboratorio “produzione e scrittura sulla carta di papiro” per gli alunni del CD FAVA di Mascalucia – FOTO

Laboratorio “produzione e scrittura sulla carta di papiro” per gli alunni del CD FAVA di Mascalucia – FOTO

MASCALUCIA – Nel pensiero declamato da Confuciostudia il passato se vuoi prevedere il futuro“ si ritrova pienamente l’importanza dello studio riguardo la materia storia, che possiede grande valenza culturale: poiché tramanda le origini delle società e delle culture, avvicinandoci sia alla conoscenza delle personali radici e tradizioni che contraddistinguono il suolo natìo, sia alla conoscenza di quel mondo lontano, scandito dal succedersi dei millenni e dai secoli, che ci ha regalato, attraverso il succedersi degli eventi, un immenso patrimonio culturale.

Così come affermato dalle Indicazioni Nazionali: “lo studio della storia, attraverso ‘quadri di civiltà’, permette di indagare come l’umanità, nel tempo e nello spazio, ha affrontato e risolto i problemi di convivenza, di organizzazione sociale, di approvvigionamento delle risorse, di difesa; come in funzione di tali soluzioni ha sviluppato la cultura, l’economia, la tecnologia, le arti e la letteratura”.


Ma la Storia, si aggiunge, non va solo insegnata alle giovani generazioni, attraverso un semplice racconto storiografico degli eventi; è necessario che gli alunni possano essere coinvolti emotivamente nella conoscenza di quegli ideali, valori, sentimenti, attività che animavano gli uomini e le donne di un certo periodo storico affinché possano davvero apprendere ciò che molti studiosi definiscono senso storico. Questo implica che accanto all’insegnamento tradizionale venga affiancato un modello innovativo e strategico di apprendimento come quello “laboratoriale”, che stimoli negli alunni un atteggiamento più interessato nei confronti della conoscenza.

L’attività laboratoriale rappresenta così un fondamentale supporto all’attività d’insegnamento, creando le condizioni sia in relazione all’obiettivo di mantenere alta la motivazione ad apprendere, sia in relazione allo sviluppo di molteplici abilità e attitudini connesse all’attività sperimentale, permettendo la connessione con altre discipline: dalla geografia, ai linguaggi verbali, a quelli matematici e artistici. Come scrisse Leslie P. Hartley: La Storia è un viaggio, che ci permette di allargare i nostri orizzonti geografici, temporali, e intellettuali“.

Aderente a tali principi, il Circolo Didattico Giuseppe Fava di Mascalucia, guidato dal Dirigente Scolastico, Prof.ssa Maria Gabriella Capodicasa, ha attivato anche quest’anno percorsi laboratoriali attinenti alla disciplina storica. Nelle classi quarte dell’istituto è stato posto in atto un interessantissimo progetto laboratoriale riferito alla preparazione della carta da papiro, in attinenza al contenuto storico che riguarda la civiltà egizia e oggetto di studio delle suddette classi.

L’attività, svolta attraverso la partecipazione diretta e attiva di ciascun alunno, è stata guidata competentemente dalla signora Milena Pulvirenti, componente dell’associazione Handir di francesco Cuscunà, che ha posto l’attenzione dei partecipanti su come la carta di papiro porti con sé un patrimonio fondamentale di cultura, tramandatoci dagli antichi egizi e ’il cui utilizzo in Europa risale al 1022 d.C, spiegando che l’impiego in Egitto durò fino all’introduzione della carta da parte degli arabi.

I bambini hanno appreso durante l’attività svolta in ciascun gruppo classe, sia la parte pratica in merito alle fasi di lavorazione del papiro seguendo attentamente le istruzioni della specialista e le fondamentali conoscenze riguardo le caratteristiche della pianta, cresciuta nelle paludi lungo il Nilo e presente in Sicilia solo nel territorio di Siracusa, lungo il corso dei fiumi Anapo e Ciane, e alle sorgenti del Fiumefreddo nel catanese, ma anche come sulla carta di papiro scrivevano gli antichi scribi avendo a disposizione 800 caratteri e di come utilizzassero dei simboli per comprendere da dove iniziava la lettura. Grande l’entusiasmo dei bambini nel riprodurre secondo i simboli geroglifici il loro nome sul lavoro appena svolto e a essi donato.