“DaD” chiama, “Infanzia Pestalozzi” risponde

“DaD” chiama, “Infanzia Pestalozzi” risponde

CATANIA – Dal 5 Marzo, data in cui sono state interrotte le lezioni a causa dell’emergenza sanitaria, l’obiettivo dell’Istituto Omnicomprensivo Pestalozzi” di Catania è stato quello di interfacciarsi e relazionarsi, usando i primi immediati strumenti a disposizione, con i bambini e le loro famiglie.

È stata così da subito sperimentata la DaD.


È stato rivisto il modo di “fare scuola”, riformulando e adattando la progettazione didattica, come anche sono stati ridefiniti i criteri e le modalità di valutazione per essere quanto più oggettivi possibile. La ricerca e la sperimentazione, anche di nuovi modelli pedagogici, supportano oggi il cambiamento dovuto alla nuova didattica digitale e, tuttavia, il percorrere nuove strade prima neanche immaginate, non ha sminuito la centralità degli obiettivi educativi e didattici, fondamentali nella nostra azione di sempre. La casa dei bambini è diventata un’estensione dello spazio-scuola con le sue attività scolastiche, ludiche, motorie, creative. Spazio dove la famiglia del bambino non è “entrata” ma era già lì. Nella casa è entrata la scuola con il suo mondo, le insegnanti, gli altri bambini.

Con il lockdown il primo strumento usato per garantire una prosecuzione di una minima normale relazione educativa è stato WA. I bambini da subito hanno percepito la “presenza” dell’insegnante, poi si è passati ai video costruiti e così via, ma la Scuola, fortemente spinta dalla Dirigente Scolastica Prof.ssa Elena Di Blasi, in stretta collaborazione con lo Staff di Direzione e grazie alle preziose competenze dell’Animatrice Digitale, si è lanciata in questa avventura anche attivando la piattaforma G-Suite come strumento di interconnessione. È stato quindi possibile raggiungere quasi tutti i piccoli creando una relazione educativa a distanza, con la realizzazione di classi virtuali dove i bambini possono interagire con l’insegnante e tra di loro. Pur non trattandosi di scuola dell’obbligo, la proposta è stata completa e coinvolgente, con una relazione educativa pregnante e tangibile, ancorché “a distanza”.



L’impegno dell’insegnate è stato sì quello di accogliere con entusiasmo nuove forme di didattica, ma senza trascurare l’atteggiamento professionale dimostrato con la documentazione, l’approfondimento e lo studio, la partecipazione ai webinar proposti e cercando sempre di dare il meglio ai bambini.

Non sono mancate le difficoltà, come una rete insufficiente e una connessione spesso discontinua, oltre all’approcciarsi a nuove metodologie e strumenti. Ma affrontare queste difficoltà ha procurato nuove conoscenze ed esperienza degli strumenti, acquisizione di competenza che ora fa parte del bagaglio di insegnati.

Le attività proposte sono state numerose: esperimenti scientifici, letture animate, attività logico matematiche e grafico-pittoriche, il gioco, le cacce al tesoro, attività di movimento. Non sono mancate attività di rilassamento, attività per sviluppare l’intelligenza emotiva.

Anche se da subito il supporto delle rappresentanti di sezione è stato determinante per affrontare questa nuova forma di didattica, corre l’obbligo di riconoscere il fondamentale contributo che hanno dato i genitori, i quali hanno aderito immediatamente e con spirito di avventura a questa nuova proposta, coadiuvando da casa il lavoro delle insegnanti.

Si tornerà alla normalità portando il nuovo bagaglio culturale e metodologico acquisito con entusiasmo, con l’impegno di continuare a utilizzarlo per potenziare e completare la tradizionale didattica in presenza.

Nonostante le difficoltà, possiamo dire che l’ostacolo è stato superato, mettendo il cuore e sentendosi parte di uno sforzo più grande fatto dalla intera comunità.

È significativo in ultimo citare parte di un messaggio che una mamma ha scritto: “Ho sempre detto, lasciando i miei figli a scuola: vorrei essere una mosca per vedere cosa fanno… E quest’anno ne ho avuto la possibilità… La Didattica a distanza è una cosa straordinaria nella scuola dell’infanzia, quella che per molti è una ludoteca dove lasciare i bambini… È stato incredibile, mio figlio ha imparato a riconoscere i numeri e a contare, le forme geometriche, i colori in inglese, l’importanza delle api, ha fatto esperimenti con l’acqua, conosce la storia della pecorella smarrita, ha imparato canzoni e poesie. Posso affermare che la DaD è impegnativa ma non inutile, aggiungo anche che il contatto umano tra maestre e tra compagni è insostituibile, ma in questa situazione d’emergenza in cui nessuno era preparato e soprattutto per un periodo circoscritto, perché non sarà per sempre, dico che è stato bello. Non lo dimenticherò mai!”.

sezione E
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