All’Istituto Comprensivo “Guglielmo Marconi” di Paternò e Ragalna si torna a scuola

All’Istituto Comprensivo “Guglielmo Marconi” di Paternò e Ragalna si torna a scuola

RAGALNA – L’inizio di questo nuovo e singolare anno scolastico sarà complesso, ma dobbiamo prima di tutto cercare di rifuggire tutti insieme dal rischio della paranoia sociale.


In questi ultimi tempi, la rappresentazione della realtà, tende a esaltare le situazioni di difficoltà, ma al di là delle polemiche e nonostante la difformità e pluralità di pareri, soprattutto nonostante l’incertezza nella quale tutti ancora versiamo, tra qualche giorno le scuole riapriranno le loro braccia agli studenti.


La pandemia ha duramente messo alla prova tutto quanto è umano, a livello globale: la sfera emotiva e psicologica, innanzi tutto, quindi ciò che afferisce alle attività economico-politiche, lavorative, di sostentamento, ricreative di qualsivoglia settore. Molto si è detto e scritto sul Covid-19 e sulla pandemia, forse tutto; anche a proposito della scuola, della DaD, del ruolo degli insegnanti e del rapporto con gli studenti. Come avviene ormai sempre, in quest’epoca social pullulante di tuttologi, ciascuno si sente adeguatamente formato e informato per esprimere e condividere la propria opinione, incurante – talvolta forse inconsapevole – del potere delle parole di volare e diffondersi e incidere, dietro la protezione poco coraggiosa dello schermo e della tastiera.


Noi insegnanti siamo stati penalizzati in modo particolare dalla pandemia e dal lockdown – dichiara la Prof.ssa Adriana Damico – .Qui non si vuole fare un elenco dei danni – magari a partire dalla constatazione che un anno scolastico è stato irrimediabilmente e orrendamente mutilato, per finire con l’osservazione banale e vera che la sofferenza della scuola è rimbalzata come un’eco sugli studenti, sulle famiglie e avrà ripercussioni sulla società -, né si vuole incipiare una sorta di ‘gara di sventure’, poiché ciascuno in modo diverso tutti abbiamo sofferto e stiamo soffrendo, e piccarsi l’un l’altro come i capponi di Renzo non serve a migliorare in nulla la propria sorte. Piuttosto, si vuole condividere e mettere in risalto altro.



Due cose. La prima: proprio le difficoltà hanno consentito di (re)inventarsi e far emergere delle risorse nuove, magari sopite, che hanno potuto, in qualche maniera, volgere in bene il male, mettere delle toppe, sanare le falle. La DaD, con tutte le sue necessarie imperfezioni, con la sua travolgente portata innovativa, è stata un banco di prova non solo per i nostri ragazzi, ma prima di tutto per noi, che abbiamo dovuto imparare, spesso improvvisando e andando a tentoni, un modus docendi per il quale non eravamo stati formati e che ha rappresentato una sfida affrontata con entusiasmo e timore, in nome non solo della nostra professionalità, ma principalmente per il senso di responsabilità, di protezione e per il profondissimo affetto che proviamo verso gli alunni.

La didattica si è trasformata, in modo repentino, è vero; in modo decisamente perfettibile, è vero anche questo. Ma siamo riusciti ad avviare nuove modalità relative al processo di insegnamento-apprendimento; siamo tutti ‘entrati’ in una nuova forma mentis, che condurrà, col tempo, con lo studio e con varie prove, delle quali alcune probabilmente destinate all’insuccesso, ad una revisione di tutto il mondo scolastico, che con fiducia riteniamo possa diventare migliore.

La seconda: tutti noi siamo FELICI che la scuola riaccolga i nostri alunni! Siamo FELICI di affrontare questi giorni di lavoro preparatorio, in cui ci occupiamo non solo di didattica, di programmi e di progetti, ma tentiamo di organizzare orari e attività caratterizzati da regole nuove, dalle mascherine, da norme igienico-sanitarie, comportamentali, disciplinari che rappresentano una novità e una sfida per tutti. Siamo FELICI di rientrare nelle aule, anche con mascherine e banchi disposti in modi apparentemente fantasiosi; siamo FELICI di poter parlare guardando tutti gli studenti insieme, di poter accompagnare le nostre lezioni con i gesti, con il calore e la complicità che uno schermo non può e non potrà mai sostituire, nemmeno lontanamente. Siamo FELICI di poter essere di nuovo pienamente insegnanti, educatori, compagni di viaggio dei nostri alunni! Siamo FELICI perché ciascun ragazzo di ciascuna classe fa parte della nostra famiglia emotiva: il nostro lavoro non è tale che, tornati a casa, si possa lasciare tutto fuori e se parla l’indomani, o dopo il weekend o dopo le vacanze. Il nostro lavoro non è semplicemente un lavoro, ma è una missione, una vocazione, un servizio, poiché custodiamo nel palmo delle mani quanto di più prezioso esista in natura, i cuori e le menti dei vostri figli, che diventano parte di noi, delle nostre stesse menti e dei nostri stessi cuori”.

L’inizio vero e proprio non sarà uguale per tutti: “Da lunedì 14 settembre inizieremo con le classi terminali di scuola Primaria e di scuola Secondaria; entreranno poche classi per tre ore e sarà una sorta di banco di prova. Durante la settimana entreranno tutte le classi, fino ai piccolini di tre anni. Valutando come sarà il comportamento degli alunni capiremo se ci sarà qualcosa da modificare per l’inizio delle lezioni con orario completo: alcuni aspetti potrebbero essere rivisti sulla base del vissuto.
Perché non siamo il luogo temuto per un contagio, siamo la SCUOLA, il luogo dove si formano esseri umani figli di un tempo negato, siamo lo spazio culturale dove è imperativo categorico ESSERE cittadino anche prima di diventare cittadino. Parleremo agli allievi perché non sfugga loro la bellezza della vita, della scuola, della comunità, delle regole. Oggi è il loro tempo, quello di questi ragazzi che bisogna educare a essere portatori di VIRTUS!”, sostiene il Dirigente Scolastico, Prof.ssa Maria Santa Russo.

Sarà di certo un percorso in salita, ma abbiamo la speranza di arrivarne presto al termine: dipenderà da noi tutti, dai nostri comportamenti, dal nostro lavoro, dalla nostra collaborazione e… da un po’ di fortuna!

Un caro saluto e un augurio di buon anno scolastico a tutti.

Articolo redatto in collaborazione con la Prof.ssa Adriana Damico