Lo screening cardiovascolare: quando è indicato

Lo screening cardiovascolare: quando è indicato

Corrado-Tamburino

La prevenzione delle malattie cardiovascolari è uno degli obiettivi principali della ricerca scientifica e della pratica clinica attuale. Tale prevenzione consiste sia nella correzione dei classici fattori di rischio cardiovascolare, sia nella diagnosi precoce di malattia arteriosa aterosclerotica. In altre parole, è possibile diagnosticare una placca che per esempio ostruisce un’arteria coronarica prima che questa si possa clinicamente manifestare per la prima volta con un infarto miocardico acuto che costituisce un evento minaccioso per la vita e pertanto rappresenta una vera e propria emergenza clinica.

Tale diagnosi precoce è possibile mediante diverse indagini strumentali di screening cardiovascolare, che includono l’elettrocardiogramma, l’ecocardiogramma, l’ecocolordoppler dei vasi del collo, e i vari test provocativi, e cioè quelli che mettono il cuore sotto sforzo, in modo da slatentizzare una possibile sofferenza ischemica. La domanda principale è quando eseguire questi test in soggetti asintomatici che non hanno avuto precedenti eventi cardiovascolari.

In realtà non vi sono regole precise. In linea di massima lo screening cardiovascolare va eseguito nei soggetti di tutte le età prima di praticare l’attività sportiva sia agonistica che non agonistica. Oltre all’indicazione per l’idoneità sportiva, lo screening cardiovascolare mediante uno o più test è indicato in tutti i soggetti con fattori di rischio cardiovascolare indipendentemente dall’età. Il tipo di test da eseguire va selezionato dal medico in base al profilo di rischio individuale, allo specifico quesito diagnostico e ai risultati dei test di primo livello. Prevenire è meglio che curare, ma curare precocemente è fondamentale anche nell’ambito delle malattie cardiovascolari che spesso sono silenti clinicamente e si manifestano quando mettono in pericolo la vita.

Con la collaborazione della dott.ssa Piera Capranzano

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