“Magnitudo”, “Scala Richter”, “Epicentro”: il glossario dei termini utilizzati durante i terremoti

“Magnitudo”, “Scala Richter”, “Epicentro”: il glossario dei termini utilizzati durante i terremoti

CATANIA – In occasione di eventi sismici di una certa importanza come quello che si è verificato la scorsa notte a Catania e provincia si è soliti ricorrere a termini tecnici come “magnitudo“, “epicentro” e “scala Richter“. Nonostante il loro frequente utilizzo, non tutti conoscono a pieno il significato e l’origine di queste definizioni. Vediamo insieme, punto per punto, cosa si intende con questi vocaboli.

La Magnitudo è la misura relativa all’energia sprigionata da un terremoto e registrata dai sismogrammi. Indica la “grandezza” di un sisma attraverso la misurazione dell’ampiezza massima della traccia che viene segnalata dagli strumenti. È stata introdotta nel 1935 dal fisico statunitense Charles Richter.




L’Ipocentro è il punto, posto in profondità nel sottosuolo, dove si scatena la rottura della faglia che genera il terremoto. L’Epicentro è invece il punto della superficie terrestre che si trova sulla verticale dell’ipocentro di un terremoto. È il luogo che per primo viene colpito da un sisma.

La Scala Richter indica i valori della magnitudo di un terremoto. Prende il nome dall’omonimo fisico americano ed è il metodo più utilizzato per la misurazione di un sisma. Il primo grado della Scala Richter indica i terremoti molto lievi e pressoché impercettibili. Gli eventi tra il secondo e il terzo grado possono essere avvertiti dalla popolazione, con danni molto limitati.

Dal quarto al sesto grado rientrano invece le scosse “forti” che possono provocare danni a persone o cose. Vengono avvertite dalla popolazione. Dal settimo in poi si è in presenza di terremoti con una potenza distruttiva enorme. Si ricorda, in questo caso, il sisma di San Francisco del 1906. Il nono grado è il valore più alto mai registrato dall’uomo.