Giornata mondiale dell’Alzheimer: cos’è e quali sono i sintomi

Giornata mondiale dell’Alzheimer: cos’è e quali sono i sintomi

CATANIA – Oggi, 21 settembre, è la giornata mondiale dell’Alzheimer, nata con l’obiettivo di sensibilizzare la popolazioni sulle cause e sui sintomi di questa grave patologia degenerativa.

Il morbo, scoperto nel 1901, è una demenza degenerativa che, in Italia, colpisce 700mila persone. Le cause di tale patologia rimangono ancora sconosciute, nonostante la ricerca medica stia pian piano scavando in fondo. La patologia, inoltre, non è guaribile o regredibile attraverso nessun farmaco



La malattia di Alzheimer ha, nella maggior parte dei casi, un esordio subdolo, infatti, le persone iniziano dimenticando le piccole cose, sino a non arrivare più a riconoscere i cari. I numeri riguardanti gli affetti di Alzheimer sono davvero sconfortanti, infatti, la malattia conosce sino al 5% delle persone con più di 60 anni.

A livello mondiale, si stima, ci siano circa 47 milioni di persone affette da  una qualsivoglia demenza e, i dati statistici, presenterebbero 10 milioni di affetti l’anno: uno ogni 3 secondi.


L’Alzheimer è caratterizzata, come spiegano gli esperti, dalla presenza di placche e gomitoli neurofibrillari all’interno del cervello e alla perdita delle connessioni tra le cellule nervose del cervello (sinapsi). Quest’ultima è principalmente attribuita alla proteina di beta-amiloide che va a depositarsi sui neuroni. La patologia è accompagnata, inoltre, dalla grave diminuzione di acetilcolina nel cervello, che sarebbe un importante neurotrasmettitore necessario per la comunicazione fra neuroni e quindi per la memoria e le facoltà intellettive. Le gravi modificazioni cerebrali, poi, portano all’atrofizzazione del cervello.

Il decorso della malattia, a parte qualche raro caso, è lento e i pazienti dalla diagnosi della malattia, in media, riescono a vivere sino a 8-10 anni. I primi sintomi con la quale si manifesta sono lievi problemi di memoria, incapacità a gestire il tempo, difficoltà cognitive e mnemoniche.

Il decorso del morbo acuisce i deficit portando il paziente a gravi perdite di memoria, a porre più volte le stesse domande, a perdersi in luoghi familiari, all’incapacità di seguire delle indicazioni precise, a essere disorientati sul tempo, sulle persone e sui luoghi, a trascurare la propria alimentazione e la propria igiene.

Ricordiamo che la immediata diagnosi può aiutare il paziente nell’affrontare la malattia. Inoltre è consigliato un percorso psicologico familiari nei primi momenti successivi alla diagnosi e durante essa.