Disturbi e “corretta abitudine” del sonno, cause e rimedi: i consigli dello specialista

Disturbi e “corretta abitudine” del sonno, cause e rimedi: i consigli dello specialista

Il sonno è sacro e rappresenta una fase necessaria per la vita di ognuno. L’essere umano passa circa un terzo della propria vita dormendo, ma ciò non implica che si tratti di un momento morto, in quanto, in realtà, il sonno svolge un compito fondamentale nella conservazione delle nostre funzioni cognitive, della nostra competenza immunologica, nella protezione cardiovascolare e nella riparazione tessutale.


Il sonno è un fenomeno legato soprattutto al riposo. Sappiamo che spesso staccare la spina dal lavoro, posare il cellulare, rimanere sdraiati o comunque inattivi non comporta un vero e proprio riposo, ma solo una pausa. Le stesse ore da dedicare al sonno stanno diventando, purtroppo, sempre meno efficaci ai fini del riposo.


Con molta frequenza ormai sentiamo parlare di disturbi del sonno. Essi colpiscono molte persone, pregiudicando la qualità della loro vita e alterando le normali attività fisiologiche del corpo. L’insonnia può causare stanchezza cronica, calo dell’attenzione e della concentrazione e irritabilità. Un’insonnia prolungata, inoltre, può influire negativamente sulla salute.


Sono in molti a non sapere né come affrontare il problema né come risolverlo. Ne abbiamo parlato con uno specialista del sonno, il professore Alfio Giovanni Patanè.



Da cosa dipendono i disturbi del sonno? 

Svariati sono i motivi e molteplici le cause. Può esserci un’insonnia di carattere primario che dipende dall’alterazione del ciclo sonno-veglia, per cui bisogna intervenire non soltanto la notte, nel momento di andare a letto, ma anche nella prima e seconda parte della giornata o in base alla gravita del caso. Poi c’è un’insonnia tipica dei soggetti depressi, che anziché essere curata con sedativi ipnotici e sonniferi va curata anche con antidepressivi. Infine, ci sono le insonnie senili associate ai numerosi disturbi dell’età involutiva, per le quali occorre intervenire sulla causa primaria e dunque vedere se a monte ci sono problemi di malattie neuro-degenerative o Parkinson, o dolori articolari. Nell’ultimo caso non si può ricorrere a farmaci infiammatori o cortisone perché, oltre a causare danni allo stomaco, a lungo andare causerebbero danni collaterali“.

Cosa si può fare per prevenirli?

Il movimento è in cima alla lista, in quanto bisognerebbe provare ad andare a letto con una sana stanchezza. Fare una regolare attività fisica, magari non nella seconda parte della giornata, in quanto provoca eccitazione. Evitare di guardare programmi basati sulla violenza, come la maggior parte purtroppo di quelli che ci sono la sera in tv. Evitare anche il fumo e il caffè nelle ore del tardo pomeriggio e cercare di fare dei respiri profondi attraverso il diaframma, magari poggiandosi a una parete, provando a muovere dall’ombelico in giù per cercare di rilassare il corpo. Grossi benefici arrivano, inoltre, da una passeggiata veloce, dall’alzarsi presto al mattino, dopo una bella dormita e dall’inalazione di aria pura. Prendere il sole farebbe bene soprattutto agli anziani, perché oltre ad essere un decontratturante muscolare, favorisce anche la serotonina, l’ormone che aggiusta l’umore e consente di dormire tranquillamente“.

In che misura il lockdown ha inciso sul problema? 

I disturbi del sonno sono notevolmente aumentati anche a causa del forte allarme che è stato lanciato sulla popolazione. Bisogna stare semplicemente attenti a mantenere le distanze di sicurezza. È inutile e dannoso usare la mascherina all’aperto e soprattutto al sole, perché in tal caso si inspirerebbe anidride carbonica, lasciando il cervello sprovvisto d’ossigeno e questo rappresenta una delle maggiori cause di insonnia“.

Quale sarebbe una corretta abitudine del sonno? 

Cibi piccanti e pesanti andrebbero eliminati, così come l’andare a letto subito dopo cena. Occorre, inoltre, pensare positivamente a determinate cose, non farci inglobare da un pensiero negativo. Il mio motto è: “Prima di andare a letto un pensiero negativo più lo pensi e più si ingrossa, più non lo pensi e più lo farai morire di fame“. Come standard di ore non c’è una regola specifica in quanto fondamentate è la qualità del sonno. Per questo è opportuno stancarsi molto fisicamente durante la giornata e cercare di andare a letto con la mente libera dai pensieri”.

Fonte foto: humanitas.it