Cura e prevenzione: il malato va curato nella sua interezza

Cura e prevenzione: il malato va curato nella sua interezza

La difficile persistente sfida del servizio sanitario è il governo della cronicità e la prevenzione ancora non pienamente attuata per ragioni sia culturali che organizzative. Tutti gli attori devono essere coinvolti, promuovendo una nuova cultura, con priorità che riguarda il riequilibrio e l’integrazione fra sistema territoriale da valorizzare e sistema ospedaliero da ingegnerizzare.

L’ospedale dovrà essere snodo di alta specializzazione in integrazione con una rinforzata specialistica ambulatoriale e un’assistenza primaria dotata di nuova organizzazione. È ormai tempo di dare la dovuta attenzione alle malattie croniche avendo riguardo delle persone malate, stabilendo un patto di cura personalizzato e condiviso capace di avere attenzione non solo alla condizione clinica, ma anche al contesto di vita.

L’attuale organizzazione per raggiungere gli attesi risultati di sistema è da rivedere tenendo conto che occorre prendersi cura della persona malata globalmente e cronicamente nel suo ambiente di vita evitando l’istituzionalizzazione.

La cronicità, in crescita progressiva, richiede una presa in carico adeguata del malato richiedendo comunicazione e integrazione di sistema con vera continuità assistenziale. Dobbiamo migliorare l’organizzazione sanitaria per ridurre il peso della cronicità sia sui malati che sulle famiglie con attenzione al rallentamento delle malattie e prevenzione delle frequenti complicanze migliorando in tal modo la qualità della vita e la disabilità.



Si dovrà gestire l’ammalato nella sua interezza non per singola malattia, in maniera frammentaria, pervenendo così ad un processo di cura omogeneo di alta qualità. Avanzando l’età, la cronicità diviene prima causa di disabilità, morbilità e mortalità.

Avviene per lo stesso motivo un declino dell’autonomia e della vita di relazione, con elevato consumo delle risorse e scadente qualità di vita. Curare le malattie croniche necessita di un adeguamento del sistema, così da consentire la presa in carico nel contesto di vita, con cure a domicilio e stretta collaborazione fra distretti e ospedali, per consentire la permanenza a casa dei malati.

Dovranno concordarsi progetti di cura personalizzati a lungo termine con valorizzazione delle reti di assistenza modulate sulla complessità del malato e sui suoi specifici bisogni. Modelli organizzativi flessibili e integrati fra cure primarie, specialistiche e ospedale.

Obiettivo di sistema sarà anche disegnare nel tempo una concreta prevenzione primaria e una diagnosi precoce delle malattie fornendo le migliori condizioni in ogni persona per assicurare la migliore qualità di vita possibile. Agire concretamente sul rischio di ogni singolo cittadino attuando percorsi specifici potrà migliorare i processi di cura con continuità dell’assistenza.

Attività proattiva, esercitata in condivisione fra tutti gli attori del servizio sanitario, dovrà attuarsi in quanto solo così si potrà rallentare il decorso delle malattie croniche prevenendo le complicanze frequenti che portano a disabilità. Invecchiamento, malattie croniche e disabilità necessitano di un nuovo modello attivo di risposta assistenziale in grado di rendere il servizio sanitario prossimo alle necessità del malato.

Occorre sollecitamente definire strategie di assistenza socio sanitaria definendo piani di assistenza personali con definizione precisa di obiettivi e risultati attesi. In questo nuovo contesto la comunicazione e la condivisione dovrà essere asse portante.

Domenico-Grimaldi