Come cambiano le relazioni dopo il lockdown?

Come cambiano le relazioni dopo il lockdown?

Continuano le nostre riflessioni sulle conseguenze a livello psicologico e relazionale dell’emergenza sanitaria che abbiamo vissuto nei mesi scorsi e che, in parte, stiamo continuando a vivere tuttora.


I mesi del lockdown hanno pesantemente limitato la nostra vita affettiva e sociale, costringendoci a non poter incontrare per diverso tempo amici e persone care. Tutto questo ha cambiato il nostro modo di vivere le relazioni o piuttosto ha ulteriormente rafforzato una tendenza già presente prima dell’emergenza sanitaria, cioè quella di relazionarci con gli altri privilegiando lo spazio virtuale anziché l’incontro fisico?


Un famoso sociologo, Zygmunt Bauman, ha definito la nostra epoca come quella dell’“amore liquido” ovvero un amore diviso tra il desiderio di emozioni e la paura del legame.


Nella società contemporanea, l’idea di impegnarsi in una relazione a lungo termine, con tutti i sacrifici che questo comporta, viene vissuta con sempre maggiori difficoltà e si tendono a preferire le cosiddette “relazioni tascabili”, frequentazioni senza impegno che possono essere rimpiazzate facilmente non appena non si è più soddisfatti o quando si pensa che con un’altra persona si potrebbe raggiungere una soddisfazione maggiore.



Nell’epoca di Facebook, Whatsapp o Instagram, non si parla più di relazioni ma di connessioni. Mentre le relazioni richiedono impegno reciproco ed escludono il distacco o il disinteresse, “connettersi” e “disconnettersi” è un gioco da ragazzi, basta un solo click. Le connessioni sono “relazioni virtuali” e, in quanto tali, si adattano perfettamente allo stile di vita contemporaneo in cui gli incontri si succedono rapidamente con la falsa promessa di essere sempre più soddisfacenti e appaganti.

I mesi di confinamento a causa dell’emergenza sanitaria hanno determinato un trasferimento integrale delle nostre vite sociali e relazionali nel mondo virtuale. In questo specifico caso, le nuove tecnologie sono state utili in quanto hanno limitato l’impatto psicologico dell’isolamento forzato e della lontananza dai propri affetti. Tuttavia, occorre fare attenzione a saper usare in maniera corretta queste modalità di comunicazione e di relazione con l’altro che non possono e non devono sostituire l’incontro in presenza.

In altre parole, le nostre relazioni non possono essere sostituite da connessioni. Non possiamo illuderci di poter sostituire o gettare via le nostre relazioni come fossero merci vecchie. L’amore non è una merce. Possiamo comprare tutto ma non l’amore. L’amore richiede tempo, impegno ed energia. In un mondo fatto di precarietà ed incertezza, la possibilità di accumulare relazioni nell’illusione di avere tante “seconde scelte” che ci salvino dai rischi dell’amore vero, è sicuramente allettante. Ciò tuttavia non rende di certo più felici gli uomini e le donne che cedono a tale possibilità.

Il periodo difficile che abbiamo vissuto negli ultimi mesi può quindi trasformarsi in un’opportunità per riscoprire il valore delle nostre relazioni con gli altri e per scegliere un nuovo modo di vivere l’amore e l’incontro con l’altro.