Cervello e stomaco, come le emozioni influiscono sull'apparato digerente: il "cervello addominale" - Newsicilia

Cervello e stomaco, come le emozioni influiscono sull’apparato digerente: il “cervello addominale”

Cervello e stomaco, come le emozioni influiscono sull’apparato digerente: il “cervello addominale”

PALERMO – Capire tu non puoi, tu chiamale se vuoi emozioni“: famosissimo verso dell’altrettanto assai famosa canzone di Lucio Battisti. Poco o nulla appare all’esterno: la fatica, la rabbia, l’ansia, come l’innamoramento, la gioia, la felicità sono stati d’animo quasi muti, come i silenzi che infliggiamo ai nostri pensieri, ai piccoli immensi drammi o conquiste che la nostra anima vive e che rivela il più delle volte solo a se stessa.

Da quando siamo nati, tutte queste sensazioni passano attraverso la nostra mente, costituendo esperienze e ricordi. Non stazionano però solo nel cervello, ma si trasferiscono nel “cervello addominale“. In quanto esseri emotivi, infatti, interagiscono con il nostro apparato digerente: non è forse vero che quando siamo innamorati sentiamo le famose “farfalle nello stomaco“? E che quando siamo in preda all’ansia, esso “si chiude“?

Cervello e apparato digerente sono, quindi, sempre in stretta correlazione. In presenza di forte stress emotivo, per esempio, l’intestino, attraverso le cellule neuronali che contiene, aiuta l’organismo a produrre serotonina, l’ormone del benessere, in una quantità pari al 95% del rilascio totale. Ciò porta a un sovraccarico di lavoro che provoca infiammazione, con conseguenti tensioni o spasmi e maggiore secrezione di acido cloridrico, che scatena il classico “bruciore di stomaco“.

Proprio nell’addome si localizza l’accumulo di preoccupazioni, di ansia, di emozioni negative, che, creando una memoria storica, modificano sin da piccoli, le funzioni digestive: alcuni disturbi, infatti, che si riscontrano da adulti, conseguono a dei ricordi vissuti da bambini, che hanno fatto “ammalare” il secondo cervello. Da qui stipsi, digestione lenta, gonfiore, diarrea, nausea, che sono certamente di matrice psicosomatica, elaborata negli anni.


Dietro a questi sintomi, quindi, non esiste sempre una vera e propria patologia, come allergia, intolleranza, ulcera, polipi, diverticoli, che è possibile evidenziare mediante indagini diagnostiche: spesso, infatti, ci sono delle cause psicologiche scatenanti.

L’impatto subitaneo delle emozioni sullo stomaco è dovuto alla corteccia insulare, la porzione della mappa emotiva del cervello più importante: questa raccoglie informazioni mediante il tratto digestivo, che contiene, anch’esso, neurotrasmettitori.

Ira, ansia, tristezza, rabbia, vergogna, invidia, colpa, ostilità sono tutte emozioni che aumentano la produzione di cortisolo, l’ormone dello stress, causando condizioni come colon irritabile, indigestioni e spasmi.

Cosa fare per evitare questi malesseri?

Sorridere di più“: il sorriso, infatti, invia segnali positivi al cervello, riducendo gli effetti negativi delle emozioni “tossiche“. Per fare in modo che il sistema digestivo torni a sincronizzarsi con il cervello del cranio, bisogna sicuramente ridurre i livelli di stress e ansia. E, se proprio la vita ci pone di fronte a situazioni spiacevoli o drammi inevitabili, è importante imparare a essere il più possibile consapevoli delle emozioni che si stanno vivendo, per non lasciarsi sopraffare. Il ricorso a tecniche di rilassamento di vario tipo e a rimedi sintomatici contro i disturbi digestivi, al bisogno, può aiutare a migliorare notevolmente il livello di benessere generale e a superare il periodo difficile.

Va sempre ricordata, inoltre, l’importanza di seguire una dieta e uno stile di vita sano e ritmi regolari, andando a letto e alzandosi pressoché alla stessa ora, di riposare a sufficienza e di effettuare i pasti a orari fissi. È sicuramente di notevole aiuto mangiare senza fretta e allontanando, almeno per qualche decina di minuti, ogni possibile preoccupazione o interferenza esterna, evitando, per esempio, di pranzare in ufficio davanti al computer e avendo cura di spegnere il cellulare.

Il pasto, infatti, deve essere consumato in un ambiente confortevole, non troppo affollato né rumoroso, possibilmente in buona compagnia e da seduti. Prima di iniziare è bene respirare lentamente e a fondo, se si può, chiudendo gli occhi per qualche secondo, e concentrarsi immaginando situazioni gradevoli o pensando a una persona cara, cercando di sciogliere, così, i muscoli di collo e spalle. Bisogna ricordare di masticare bene e con cura e di non parlare mentre si ha cibo in bocca, per evitare di ingerire anche aria, che porterebbe a un sovraccarico di lavoro per lo stomaco, con conseguente sensazione di pancia gonfia, anche senza aver mangiato troppo.

Fonte immagine – panciaesalute.it

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