Approcci nell’educare i figli: più ansie e aspettative verso i primogeniti

Approcci nell’educare i figli: più ansie e aspettative verso i primogeniti

Sempre meno figli e sempre meno famiglie numerose. È il triste quadro dell’Italia, dove ormai da anni la crescita demografica si attesta a livelli molto bassi. A dimostrarlo sono gli stessi dati dell’Istat, che rivelano come nel 2017 gli iscritti all’anagrafe sono stati 458.151, con circa 15mila nati in meno del 2016.

Sono diversi i fattori che hanno portato all’aumento di questo fenomeno. A contribuire sicuramente la carriera. Anche le donne cercano di farsi strada nel mondo del lavoro e prima di mettere su famiglia vorrebbero avere un’occupazione fissa e remunerativa.




Di conseguenza, un altro parametro che entra in campo è l’età anagrafica. Una giovane che intraprende gli studi universitari e decide di affermarsi professionalmente, è difficile che riesca a mettere al mondo figli prima di una determinata età e pensare alla nascita di secondo bambino. Una volta inserita nell’ambito desiderato, cerca di fare in modo di conciliare lavoro e famiglia. Ma inevitabilmente ha meno tempo da dedicare al focolare domestico.

Nonostante questi dati, sono ancora numerose le famiglie dove vi sono almeno due figli. Sembrerebbe che vi siano differenze nell’approccio da parte dei genitori verso il primogenito e il secondo arrivato. Al primo parto, non nasce solo il pargoletto, ma anche i genitori, che ancora sono inesperti e insicuri. Mentre all’arrivo degli altri figli hanno già l’esperienza e la consapevolezza di ciò che andranno ad affrontare.

Se un vecchio mito sostiene che i figli unici siano più viziati, perché i genitori hanno più tempo e più risorse da concentrare verso un’unica persona, nuovi studi dimostrano che in realtà sono in grado di pensare in maniera originale e indipendente.

Però è anche vero che le attenzioni e le aspettative dei genitori sono più alte verso i primogeniti, che per un lasso di tempo, più o meno lungo, sono figli unici. Questo incide anche sulle loro scelte lavorative future. Pare che siano più inclini a propendere per professioni più remunerative, come l’ingegnere e il medico. Invece, i secondogeniti sono più interessati a seguire le proprie passioni e a orientarsi su facoltà che, anche se offrono opportunità lavorative meno redditizie, soddisfano le loro passioni.

Infatti, lo stile educativo adottato verso i secondogeniti è più flessibile e meno esigente. Gli ultimi arrivati devono condividere spazi e attenzioni con gli altri fratelli, ma allo stesso tempo vengono caricati meno dalle ansie materne. È inevitabile che il figlio unico sia sommerso dalle preoccupazioni e dalle angosce della mamma e che diminuiscano con la presenza degli altri consanguinei.

Insomma, fare i genitori non è semplice e non esiste un manuale da seguire. Sembrerebbe, però, che certi approcci si ripetano all’interno delle varie dinamiche familiari.