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Alimentazione e cancro: l’importanza di una dieta corretta come prevenzione e supporto alla cura

Alimentazione e cancro: l’importanza di una dieta corretta come prevenzione e supporto alla cura

CATANIA –Per una vita sana scegli una dieta corretta“: a primo acchito sembrerebbe di leggere uno slogan di uno dei tanti spot pubblicitari che ogni giorno ci propinano tv e radio, piuttosto che giornali e riviste, allo scopo di spingerci ad acquistare l’uno o l’altro prodotto che la “giungla” del  mercato alimentare offre, sulla scia di quella che è ormai diventata la moda della “salute e bellezza a ogni costo“.

Costituisce, invece, alla luce di numerosi e decennali studi, un consiglio ormai “regola“, la cui osservanza è in grado di salvaguardare il nostro corpo dall’insorgenza di neoplasie, o tumori in genere.



Il meccanismo d’azione dei singoli nutrienti e il loro complesso impatto sul corredo genetico individuale rende difficile stabilire con certezza uno specifico ruolo tra alimentazione e carcinogenesi – racconta la dott,ssa Rosaria Cannavò, nutrizionista di Catania -; tuttavia numerosi studi evidenziano che alcuni alimenti fra cui i grassi saturi di origine animale, ovvero carcinogeni alimentari, e gli zuccheri semplici potrebbero favorire l’insorgenza di alcuni tumori . L’introito calorico eccessivo, infatti, portando a sovrappeso e obesità, sicuramente è un fattore favorente lo sviluppo dei tumori. Esiste infatti una relazione genetica tra cancro, obesità e sindrome metabolica: l’eccesso di tessuto può alterare il corretto funzionamento del nostro sistema immunitario, costituendo uno ‘schermo‘ che inibisce la fisiologica funzione del sistema neuroendocrino ormonale“.

Sembra, quindi, che mantenere il peso nella norma sia in grado di stabilizzare l’assetto metabolico dell’organismo e scoraggiare la crescita tumorale. Allo stesso modo, non essere denutriti e sottopeso è di importanza fondamentale, soprattutto per chi è in diagnosi di cancro e deve affrontare terapie (a proposito di malnutrizione e denutrizione, è stata recentemente siglata la Carta dei Diritti alla Nutrizione del Paziente oncologico che enuncia 10 punti specifici, relativi alla buona nutrizione durante il percorso oncologico, che inizia con una consulenza nutrizionale in ospedale).


“Sicuramente – continua l’esperto – determinati tumori hanno correlazione direttamente proporzionale alla qualità e alla quantità dei cibi introdotti, tra questi il tumore del colon retto, del tubo digerente, del fegato e del pancreas, che possono infatti essere ridotti nella loro incidenza da un corretto stile alimentare”.

Fondamentalmente una dieta variata, ricca in alimenti di origine vegetale, con una riduzione della carne rossa e una diminuzione del consumo di alimenti trasformati, tra cui carni lavorate, burro, insaccati (per la presenza di nitrati e nitriti), prodotti affumicati, farine raffinate, può fornire all’organismo vitamine, sali minerali e altri composti benefici che lo difendono dal rischio di cancro e da altre patologie croniche.

L’uso di alcol ha opinioni controverse – afferma la dottoressa Cannavò -; è stato infatti dimostrato che l’introduzione quotidiana di quantità presenti per esempio nel vino rosso ha effetti benefici sull’aumento dell’HDL detto ‘colesterolo buono‘, come protezione dalle malattie cardiovascolari, inoltre il resveratrolo in esso contenuto e altre sostanze antiossidanti svolgono importanti effetti antiaging. È pur vero che l’alcol etilico introdotto in eccesso è predisponente per determinate patologie tumorali, che, primariamente, colpiscono il fegato e le vie biliari“.

È “cosa buona e giusta” porre un’attenzione particolare sulle modalità di cottura: “Grigliate e barbecue – dice la nutrizionista – aumentando notevolmente la temperatura dei cibi, determinano lo sviluppo di composti chimici, come le amine etrocicliche e gli idrocarburi policiclici aromatici, notoriamente cancerogeni.

Il Fondo mondiale per la ricerca sul cancro ha svolto una revisione di tutte le ricerche scientifiche sul rapporto tra alimentazione e tumori, da cui è nata una guida, che viene aggiornata ogni 10 anni, a seconda dei nuovi risultati scoperti.

In sintesi: al via con pranzi che hanno come piatto principale un primo di grano o riso integrale od orzo o farro, accompagnato da una colorata dose di verdura di stagione. Le erbe aromatiche e le spezie sono utili per arricchire la dieta di sapori naturali e vitamine e minerali al posto del sale. Alcune hanno proprietà antinfiammatorie, come la curcuma e sono quindi particolarmente consigliate. Ma attenzione a non abusarne.

In generale frutta e verdura, ricche di acqua e fibra, hanno un apporto calorico basso e rappresentano un’importante fonte di vitamine, sali minerali e altre molecole benefiche. Può essere utile variarne i colori: blu-viola, bianco, rosso-arancio, verde, giallo, sono dati dalla diversa presenza di vitamine e pigmenti che conferiscono particolari proprietà all’alimento. La maggior parte ha attività antitumorale e di rinforzo al sistema immunitario.

Gli alimenti di origine vegetale contengono moltissime molecole con azione attiva e protettiva nei confronti di diverse tipologie tumorali: le vitamine antiossidanti, C e E  e i flavonoidi, contenuti nella frutta e nella verdura, sono potenti antiossidanti, che proteggono il DNA dai danni causati dai radicali liberi. Altri composti, come i carotenoidi e i composti fitochimici, attuano un meccanismo di protezione e di riduzione della possibilità di formazione di cellule cancerose, come i folati contenuti nelle verdure a foglia verde, il carotene e il licopene, che, inoltre, abbassa il colesterolo LDLcolesterolo cattivo“, riduce l’infiammazione e favorisce lo sviluppo del sistema immunitario.

Si può quindi prevenire il danno al DNA e diminuire la probabilità di trasformazione cellulare.

Fonte immagine medwellness.it