Torri Gemelle, 19 anni fa l’attentato più terrificante: celebrazioni ridotte per la pandemia

Torri Gemelle, 19 anni fa l’attentato più terrificante: celebrazioni ridotte per la pandemia

L’11 settembre non è mai una data come le altre per gli Stati Uniti, così come per tutto il mondo. Si tratta di una ricorrenza catastrofica, che riapre ferite, dolori, ma anche dibattiti, lotte e impegni. Lotte come quella al terrorismo, rinforzata all’inverosimile proprio da quel maledetto 11 settembre di 19 anni fa; impegni come quello di non dimenticare mai, anche quando i problemi, le priorità e le emergenze sono altre, anche quando un minuscolo e invisibile virus sta causano più morte e disperazione di quei quattro maledetti aerei.


Oggi ricorre il 19esimo anniversario dell’attentato alle Torri Gemelle, nel quale persero la vita circa 3mila persone e ne rimasero ferite 6mila, senza contare le morti per cancro conseguenti ai fumi sprigionati dagli schianti. Quattro aerei vennero dirottati da alcuni terroristi collegati ad Al-Qaida e due di essi si schiantarono contro le torri nord e sud del World Trade Center, a New York, provocando il crollo delle stesse e una reazione fortissima del mondo nei confronti del terrorismo.


Ancora oggi viene definito come l’attentato più grave dell’età contemporanea. I nomi cambiano (da Al-Qaida a Isis), ma le ferite rimangono. Tremila vite spezzate, una lotta che prosegue senza fine e il ricordo indelebile per gli Stati Uniti. L’11 settembre è quasi un giorno sacro per gli americani, ma quest’anno le celebrazioni sono state più contenute a causa dell’emergenza sanitaria tutt’ora in corso.


Niente lettura dei nomi, ingresso consentito solo ai familiari delle vittime, al Presidente e al candidato rivale per le elezioni. La durata delle celebrazioni è stata ridotta da 90 a 20 minuti. Il luogo scelto per il discorso di Trump e del rivale Biden, è il sobborgo di Shanksville, in Pennsylvania. Lì uno dei quattro aerei si schiantò al suolo. I 40 passeggeri del volo United 93, in viaggio da Newark a San Francisco, sfondarono la porta della cabina di pilotaggio e affrontarono i dirottatori. Il Boeing precipitò, ma forse il loro intervento evitò un disastro ancora più grande.



Le disposizioni in merito alla celebrazione “anomala” di quest’anno hanno suscitato pareri discordanti. Da chi capisce il periodo d’emergenza e le regole da rispettare, a chi pensa che, piano piano, l’impegno a non dimenticare mai stia svanendo.

Fonte foto: Gli occhi della guerra