Rinuncia all’eredità

Rinuncia all’eredità

Alla morte di un nostro parente, un genitore, un nonno, si apre la cosiddetta successione ereditaria, che consente ai legittimi eredi di poter subentrare, ciascuno per la propria quota, nel patrimonio del defunto. Si utilizza il termine “subentro” non a caso, ma proprio perché l’erede, accettando l’eredità, diventa titolare per quota sia dei crediti che dei debiti del defunto parente, che a volte possono essere anche di grande entità.


Come fare per evitare questo?


Oltre al caso di accettazione con beneficio di inventario, istituto che verrà approfondito nelle prossime settimane, è possibile provvedere alla c.d. rinuncia all’eredità: una dichiarazione formale con la quale l’erede impedisce l’ingresso, nel suo patrimonio, di diritti e oneri derivanti dall’eredità. 


L’effetto principale di dichiarare la rinuncia è la perdita della qualità di erede fin dall’inizio in quanto la rinuncia opera retroattivamente. In tal modo, si resta totalmente estranei all’eredità, evitando in questo modo, qualora presenti, di dover pagare i debiti lasciati dal defunto parente e con la conseguenza, tra l’altro, che nessun creditore potrà rivolgersi a lui per il pagamento dei debiti ereditari.



COME SI FA

La rinuncia all’eredità va fatta con una dichiarazione:

  1. ricevuta da un Notaio oppure
  2. ricevuta dal Cancelliere del Tribunale del circondario in cui si è aperta la successione.

La dichiarazione deve essere inserita nel Registro delle successioni conservato nello stesso Tribunale.

TEMPI

la rinuncia va effettuata entro 10 anni dall’apertura della successione per poter essere considerata valida. Si tratta dello stesso termine previsto dalla legge, all’articolo 480 del codice civile, per accettare l’eredità. Tale termine però incontra un’eccezione quando il chiamato all’eredità è già nel possesso dei beni ereditari e non ha fatto l’inventario entro tre mesi dal giorno di apertura della successione. In tal caso, il chiamato assume la qualità di erede puro e semplice.

I COSTI

Se assistiti da un notaio o da un avvocato, i costi per la rinuncia dovranno prevedere anche la parcella professionale. Tale assistenza è comunque opportuna, per comprendere al meglio quali sono i rischi e i benefici cui si incorre con la rinuncia all’eredità.

In ogni caso sono fissi gli importi da pagare relativamente a:

  • l’imposta di registro pari ad euro 200 da versare con modello F23;
  • imposta di bollo e diritti di copia il cui importo viene comunicato il giorno in cui si effettua la dichiarazione.