Manovra 2020: addio raccomandate, arrivano le cartelle esattoriali digitali

Manovra 2020: addio raccomandate, arrivano le cartelle esattoriali digitali

La nuova legge di bilancio potrebbe rivoluzionare il mondo delle notifiche di cartelle esattoriali, multe, ingiunzioni dell’Inps e altri provvedimenti dello Stato e di altri enti locali. Obiettivo? Dematerializzare oltre 32 milioni di cartelle fiscali.

Cosa accadrà di preciso?



Al posto della raccomandata, che andrà recuperata nella casa comunale nel caso in cui il postino non trovi a casa il destinatario, ogni cittadino potrà avvalersi della propria posizione all’interno di una “Piattaforma digitale” che sarà sviluppata dalla società PagoPa.

La notifica digitale costerebbe meno, cancella gli oneri di spedizione e garantisce che la comunicazione vada a buon fine nel 100% dei casi, eliminando il ricco contenzioso sui vizi di notifica che intasa le commissioni tributarie e i tribunali. Solo per questa via, secondo i calcoli della relazione che accompagna la bozza della nuova legge di bilancio, si risparmierebbero 100 milioni di euro. Inoltre, con l’eliminazione del deposito della raccomandata e il successivo invio dell’avviso informativo, si eviterebbero tutte le incertezze burocratiche ma soprattutto i numerosi ricorsi contro le cartelle esattoriali legati ai difetti di notifica o a relazioni incomplete o inesatte del postino (a tal proposito sono numerose le pronunce della Cassazione che hanno annullato il debito per vizio di forma).


Con la nuova “Piattaforma digitale” la data di notifica sarebbe tracciata a priori, senza bisogno dell’intervento del postino, e la notifica si intenderebbe perfezionata all’apertura da parte del contribuente della casella sulla piattaforma e, quindi, alla presa visione dell’atto.

È chiaro che l’eliminazione di 32 milioni di cartelle fiscali cartacee, come spiega la relazione allegata alla bozza, “avrebbe anche un rilevante impatto in termini ambientali, attraverso la trasformazione green del processo di notifica, con riduzione di utilizzo della carta stampata e delle conseguenti emissioni di CO2”.

Immagine di repertorio