Essere giovani nel tempo

Essere giovani nel tempo

Nel corso di un ventennio i cambiamenti che si possono avvertire tra i giovani di ieri e quelli di oggi (generazione alla quale appartengo), sono moltissimi.

Basti pensare al modo di giocare: i giovani di ieri usavano molto di più la fantasia e si divertivano con oggetti che nella vita quotidiana di oggi sono scomparsi o sottovalutati; la realtà odiena ci mostra bambini che già dall’infanzia usano tablet, computer, telefoni cellulari e stanno ore ed ore davanti al televisore. Ci sarebbe da chiedersi se la giovinezza oggi sia “ricca” di vita come un tempo, se lasci spazio alla scoperta delle piccole cose che rende la sostanza e il tono dell’esistenza. Anche il modo di pensare sembra diverso.

I giovani di una volta, all’ età di 15/16 anni, non pensavano di andare a ballare in discoteca; non andavano alla ricerca di divertimenti proibiti; non si era così legati all’idea di trovare una ragazza “facile”, con cui non avere una relazione duratura ma solo, funzionalmente, circoscritta. Si assiste, in definitiva, a un consumo facile dell’esistenza.

Questa mutazione di prospettiva che trova nella tecnologia diffusa il suo apice di rottura ci pone di fronte anche ad adulti che conducono  ragazzi nel tunnel della droga e della delinquenza.

Una presa di coscienza dovrebbe maggiormente coinvolgere i nostri padri, i nostri zii, i nostri nonni, gli insegnati e farci riscoprire quanto è bello essere giovani e comportarsi da tali con coscienza. Una ricerca di maestri, che possa dare dritte a chi si propone di essere educatore domani visto che tempus fugit.

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