Epidemia morbillo. Dal Madagascar a New York è emergenza sanitaria - Newsicilia

Epidemia morbillo. Dal Madagascar a New York è emergenza sanitaria

Epidemia morbillo. Dal Madagascar a New York è emergenza sanitaria

Il morbillo è una malattia infettiva tra le più trasmissibili ed è  responsabile di un numero compreso tra le 30 e le 100 morti ogni 100mila persone colpite.

È  molto pericolosa, soprattutto per neonati e bambini: una persona su quattro deve essere  ricoverata, una su mille va incontro a un’infiammazione cerebrale, detta encefalite, che può danneggiare anche permanentemente il cervello, e da una a due su mille muore.



In Madagascar, uno Stato africano, si sono registrati, dallo scorso ottobre, oltre 115mila contagi, costituendo, così, il più grande focolaio  della storia del Paese.

Dato che solo il 58% della popolazione è  stato vaccinato contro il virus responsabile di questa malattia, alla fine del mese scorso l’OMS ha avviato una vaccinazione di massa, per immunizzare 7,2 milioni di bambini dai 6 mesi  ai 9 anni.


Dall’altra parte del globo, a New York, negli Stati Uniti, sono state circa 285 le persone colpite dallo scorso ottobre a oggi.

Il sindaco, pertanto, dichiarando lo stato di emergenza sanitaria, ha prescritto l’ordine di vaccinazione obbligatoria nelle zone più  colpite della città, come Brooklyn e Queens, pena una multa di mille dollari.

In Italia, secondo l’ISS, dal 1° gennaio al 28 febbraio di quest’anno, sono stati segnalati 331 casi di morbillo da 15 regioni, e oltre la metà si è verificato in Lombardia e nel Lazio.

Le persone colpite avevano un’età media di 29 anni e 14 sono stati i bambini di età inferiore a 1 anno; 86 casi hanno avuto complicazioni,  sfociano in 21 polmoniti e 1 encefalite, e oltre il 37% dei malati è stato ricoverato in ospedale.

In Sicilia, nel mese di febbraio, si sono verificati diversi casi. Nel Catanese si è trattato, soprattutto, di giovani tra i 20 e i 30 anni, nati nel periodo in cui il vaccino per il morbillo non era obbligatorio. Tra le persone colpite, alcune sono state ricoverate nell’ospedale di Caltagirone, una al Cannizzaro di Catania e due al Garibaldi Nesima sempre del capoluogo etneo.

Immagine di repertorio

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