Dichiarazione di successione: può farla un solo erede?

Dichiarazione di successione: può farla un solo erede?

La morte di un familiare in linea retta (genitori, coniuge ecc.) determina l’apertura di una successione ereditaria, ossia la possibilità che il patrimonio del defunto passi, in tutto o in parte, nel patrimonio del chiamato all’eredità. 


Gli eredi nella maggior parte dei casi sono più di uno e spesso, individuare singolarmente tutti i possibili eredi diventa operazione molto difficile, soprattutto quando uno degli eredi è a sua volta premorto ed ha lasciato ulteriori eredi. 


Pertanto in molti casi, diventa opportuno presentare individualmente la dichiarazione di successione, al fine di adempiere, entro 12 mesi dalla morte, all’obbligo fiscale previsto da Agenzia delle Entrate. Ecco come


Chi deve fare la dichiarazione di successione?

I chiamati all’eredità, sono coloro i quali, per disposizione testamentaria o per rapporti di parentela (quota di legittima) devono decidere dopo la morte del dante causa, se accettare o meno la sua eredità.


La dichiarazione di successione deve essere presentata, entro 1 anno dal decesso, da uno qualsiasi degli “eredi potenziali”, sopra meglio definiti come chiamati all’eredità.

Gli eredi e i legatari sono obbligati solidalmente a presentare la dichiarazione di successione entro un anno dalla morte. L’obbligo grava anche sui chiamati all’eredità che non abbiano ancora accettato né rinunciato. 

Pertanto, non c’è bisogno che a presentare la dichiarazione di successione siano tutti gli eredi, ben potendo provvedervi anche uno solo di questi senza consultare gli altri. La dichiarazione di successione dev’essere sottoscritta da almeno uno degli obbligati. Di conseguenza, nessuna necessità sussiste di una procura rilasciata dagli altri eredi per la presentazione della dichiarazione stessa.

Il lato negativo di tale adempimento, consiste però nel fatto che il singolo erede che procede alla presentazione della dichiarazione di successione, dovrà pagare le imposte e le tasse necessarie, per poi recuperarle nei confronti degli altri eredi, trattandosi di debito solidale.

È bene anche ricordare che il deposito della dichiarazione di successione presso l’ufficio dell’Agenzia delle Entrate non implica di per sé l’accettazione dell’eredità. Chi vuole rinunciare all’eredità, ha infatti tempo 10 anni per provvedere in tal senso.

Dunque, i chiamati all’eredità possono anche procedere a depositare la dichiarazione di successione prima di formalizzare la rinuncia o l’accettazione all’eredità. 

Se poi, dopo la presentazione della dichiarazione di successione, un erede dovesse rinunciare all’eredità sarà possibile depositare all’Agenzia delle Entrate una dichiarazione integrativa per ridistribuire le quote agli altri eredi alla luce della rinuncia effettuata.