Dal carbone dolce ai befanini toscani: le ricette tipiche della Befana

Dal carbone dolce ai befanini toscani: le ricette tipiche della Befana

“La befana vien di notte con le calze, tutte rotte…”, canta una vecchia filastrocca insegnataci dai nostri nonni. E cosa porta? Principalmente dolci, piccoli regalini, e per i bambini più cattivi, quelli che durante l’anno hanno fatto disperare i genitori con le loro monellerie, il carbone.

Sia i dolci che il carbone, secondo la tradizione, vengono poi depositati nelle calze in attesa di essere trovati (e mangiati) la mattina del 6 gennaio dai più piccoli. Nel passato, questa usanza, veniva seguita alla lettera, al giorno d’oggi però è d’uso comune regalare ai pargoli più vivaci del carbone che assomiglia in tutto e per tutto a quello normale, ma che si prepara con lo zucchero.



Gli ingredienti non sono molti: 300 grammi di zucchero, 100 grammi d’acqua e 5 grammi di colorante nero in polvere per lo sciroppo, altri 300 grammi di zucchero a velo, 5 grami di colorante nero in polvere, 100 grammi di alcool puro, un albume e qualche goccia di limone per la glassa.

Preparare questo dolce è in realtà abbastanza semplice: occorre montare un albume a neve con qualche goccia di limone aggiungendo gradualmente alcool puro e zucchero a velo per formare una glassa. In un altro pentolino poi, bisogna portare a 150 gradi un composto di acqua e zucchero, aspettare che il caramello diventi biondo per poi aggiungere il colorante. Successivamente scaldare due cucchiai di glassa e versarli nel composto.


Dopo una mescolata veloce, infine, versare il tutto in uno stampo per plumcake precedentemente foderato da carta forno, comunque uno stampo che abbia bordi alti. Infine, aspettate che si indurisca e riversate il tutto spezzandolo in modo da farlo assomigliare al carbone vero.

In Italia, tuttavia, esistono dolci tipici del periodo che variano da regione a regione, alcuni dei quali presentano anche ricette molto elaborate.

Per esempio, in Piemonte, viene preparata una popolare focaccia in cui viene inserita una moneta, precedentemente lavata, nell’impasto. Chi la troverà potrà interpretare questa scoperta, denti rotti permettendo, come un segno di buon auspicio!

Altro piatto tipico è quello toscano dei befanini, dei biscotti di pasta frolla colorati a forma di stella, omino di marzapane o cappello. La tradizione racconta che nella zona di Viareggio gli abitanti dopo averli preparati fossero soliti scambiarseli con i vicini insieme alle formine utilizzate per prepararli.

Infine la pinza della marantega (letteralmente “pizza della befana”), un dolce “povero” tipico del Veneto: di questa ricetta esistono molte varianti, ma la base è costituita dal “pan vecio” il pane vecchio condito con tutto ciò che avanza in casa come mele, pere, frutta secca, noci, mandorle e pinoli e semi profumati come quelli di finocchio.