Crisi familiare? Arriva il coordinatore genitoriale. L’originale soluzione del Tribunale di Catania in un recentissimo caso

Crisi familiare? Arriva il coordinatore genitoriale. L’originale soluzione del Tribunale di Catania in un recentissimo caso

La soluzione dei conflitti coniugali, soprattutto quando ci sono in mezzo dei figli minori, è una questione complessa e delicata che coinvolge numerosi profili, si sa.

I Tribunali si occupano soprattutto di regolamentare gli aspetti economici, come la fissazione di un assegno di mantenimento per un coniuge o per la prole, ma anche l’attuazione della genitorialità nella difficile e complicata gestione dei rapporti coi figli.


Quando poi i coniugi hanno sempre vissuto, insieme alla prole in tenera età, all’interno di un’azienda agrituristica, con tanto di parco, piscina, alloggi per avventori, e la famiglia si spezza, allora le questioni si complicano.

Come stabilire quali spazi l’ex coniuge potrà tranquillamente frequentare insieme al figlio minore? Come impedire che l’esasperata conflittualità tra i coniugi possa avere ripercussioni negative sul minore ?



Nel tentativo di risolvere queste problematiche, c’ha pensato un’interessante decisione interlocutoria del Tribunale di Catania che, nel mettere al centro l’interesse del minore, ha invitato le parti a trovare un accordo con la nomina di una figura con cui tentare di conciliare le contrapposte esigenze.

Il Presidente della Prima Sezione del Tribunale di Catania, Dott. Massimo Escher con provvedimento del 29.3-2.4.2020, in un caso di conflitto coniugale vertente, tra le altre, anche sulla concreta portata del provvedimento di assegnazione della “casa coniugale” e sulla relativa estensione anche agli spazi ed ai servizi aziendali circostanti, quali parcheggio, parco giochi, piscina e gli spazi verdi, ha ritenuto utile avvalersi della figura del coordinatore genitoriale.

Trattasi di una figura di recente conio giurisprudenziale, mutuata dall’esperienza dell’ordinamento statunitense (il cd. parenting coordinator), di spiccata potenzialità deflattiva rispetto al contenzioso giudiziario.

Il coordinatore, soggetto imparziale che coadiuva le parti nell’attuare un programma di genitorialità, può ridurre drasticamente i contrasti tra le parti e prevenire un esasperato ricorso ad iniziative giudiziarie.

“Il coordinatore – aggiunge il Presidente del Tribunale etneo – dovrebbe avere cura di facilitare l’individuazione di soluzioni realmente condivise per il benessere del minore (…) individuando delle regole condivise che concilino sia l’esigenza del minore di continuare a fruire dell’habitat familiare sia l’esigenza di privacy .., come pure le esigenze di gestione della struttura recettizia”.

La soluzione tribunalizia è certamente originale sia per le tematiche involte (la prevenzione del conflitto coniugale nella gestione di un’azienda recettizia) sia in quanto si inserisce, nell’attuale momento di distanziamento sociale determinato dall’emergenza pandemica da Covid-19, in un’ottica di favore per la conciliazione tra le parti, nel superiore interesse del benessere del minore.