Vittoria, FdI: “Sulla legalità abbiamo 97mila buoni motivi per parlarne con cognizione”

Vittoria, FdI: “Sulla legalità abbiamo 97mila buoni motivi per parlarne con cognizione”

VITTORIA – Clima rovente in città dove tra presentazioni di candidati a sindaco e polemiche politiche si è già entrati, con largo anticipo, nell’agone della campagna elettorale.

Non si risparmia nemmeno il sindaco che, dopo la vicenda del mercatino, con una nota ha “punzecchiato” i consiglieri di Fratelli d’Italia Giovanni Moscato e Andrea Nicosia per la loro solidarietà espressa nei confronti di Antonio Prelati, presidente Ascom, che era stato diffidato dal partecipare al sit in degli ambulanti dello scorso sabato.

“Trovo ridicola la posizione dei consiglieri di Fratelli d’Italia  – ha detto il sindaco – in merito alla diffida del questore al presidente Ascom, Antonio Prelati: Moscato e Nicosia si professano sostenitori della legalità, ma evidentemente lo sono a convenienza, considerato che contestano un provvedimento dell’autorità che tutela l’ordine, la sicurezza e la legalità. Con la loro posizione non evidenziano certo solidarietà su fatti concreti, quanto piuttosto difesa dei compagni di lista in vista della campagna elettorale. E così facendo tolgono credibilità alla battaglia dell’Ascom”.

Non si è fatta attendere la replica dei consiglieri che al sindaco hanno detto – ricordando il caso Dezio – di avere “97mila buoni motivi (tanto quanto la cifra che sarebbe dovuta andare al figlio dell’assessore) per dire che di legalità ne possiamo parlare con molta più cognizione di causa del sindaco”.

Moscato e Nicosia dicono, inoltre, che “il sindaco ha calpestato qualsiasi principio etico e legalitario facendo della Carta di Pisa “carta straccia”. Non siamo stati di certo noi ad amministrare e a creare un conflitto d’interessi macroscopico tra l’assessore Dezio e il figlio”.

“Il caso Dezio – aggiungono in una nota – ha rappresentato il paradigma distorto del concetto di legalità di questa amministrazione. In un periodo in cui i nostri ragazzi sono costretti a emigrare da Vittoria perché non c’è lavoro né futuro l’amministrazione favorisce soltanto il suo cerchio magico e, in quel caso, un giovane professionista figlio di un membro della giunta. Inoltre noi, sino a prova contraria, non abbiamo mai ricevuto un avviso di garanzia o un rinvio a giudizio per le tristemente note assunzioni di 4 persone nello staff del sindaco avvenute all’indomani della sua elezione. Assunzioni che hanno portato a Palazzo Iacono la sua claque”.

Inoltre Fratelli d’Italia rileva il caso dei contributi elargiti per l’associazione I Soci e invita il primo cittadino a un confronto pubblico su questi temi.

Poi, sulla vicenda riguardante Antonio Prelati, concludono: “Esultare per una diffida e additare il presidente dell’Ascom come un fomentatore di disordini qualifica un primo cittadino che la legalità non sa nemmeno cosa sia”.

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