L’11 giugno le “comunali”… senza partiti

L’11 giugno le “comunali”… senza partiti

PALERMO – Le elezioni comunali in Sicilia si terranno come nel resto d’Italia l’11 e il 25 giugno per gli eventuali ballottaggi. Nell’Isola i comuni interessati sono ben 129 con un milione 616 mila 665 votanti; nella provincia di Palermo ben 30 Comuni sono interessati alle consultazioni elettorali e i cittadini che verranno chiamati alle urne risultano più di 846 mila, di cui 567 mila solo a Palermo.

Già, Palermo! Nel capoluogo siculo, la campagna elettorale sostanzialmente è già iniziata e sugli schieramenti di centro destra e centro sinistra non scenderanno in campo in modo ufficiale i partiti della nomenclatura, mentre i Grillini manterranno il simbolo “Cinque stelle”. Uomini a capo di coalizioni di liste civiche come il sindaco uscente Leoluca Orlando e Fabrizio Ferrandelli hanno detto no ai simboli di Partito, anche se invitati a sostenerli, e il gioco vale per tutti sia a destra che a manca.

Leoluca Orlando li vuole lavati con la candeggina visto che non vuole mostrare alcun colore politico, e Fabrizio Ferrandelli, ex parlamentare regionale che verrà sostenuto per volere di Gianfranco Miccichè da Forza Italia, ha accettato FI in versione locale e cioè con la scritta: “Forza Italia per Palermo”.

Dunque i partiti? “Scanzatini … Signuri!!!”. Oggi le testate politiche con tanto di Statuto e di pedigree sono messe al bando a livello comunale. Ricordate il famoso detto che gli antichi romani (molto superstiziosi) pronunciavano, quando un gatto nero attraversava, loro, la strada?: “Terque quaterque testiscula tactis”. Bene! Si vede che siamo tornati indietro di molto. I partiti politici portano iella, ma allora quando si dovrà votare per le politiche, e crediamo proprio che non siano lontane, cosa si dovrà fare?

Dubbi che man mano verranno sciolti, specie se si pensa a quanti soggetti politici nuovi verranno a sorgere nei prossimi mesi e ai passaggi fluttuanti di parlamentari di primo piano, sia a livello nazionale che regionale, che transiteranno da una squadra all’altra o da uno schieramento all’altro come se fossero giocatori professionisti. E se qualcuno dice: “Ma la politica non è un gioco a calcetto!”, qualcun altro potrà rispondere: “O Montecitorio, o Palazzo Madama, o Sala d’Ercole, o uno stadio è sempre una location!”.

C’è di fatto oggi che sia FI che il PD e molti altri hanno dovuto abbassare le corna e sottostare al volere di candidati a Sindaco di Palermo e, non di poco conto come Leoluca Orlando e Fabrizio Ferrandelli, nel non essere difesi e appoggiati da bandiere e gonfaloni di etichettati movimenti politici. A loro l’ardua sentenza e che Dio la mandi a loro buona, sempre che non verranno schiacciati entrambi dai Cinque stelle.

Giuseppe Firrincieli

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