Granata (Green Italia) denuncia: “Ci voleva il pilone per far riprendere il treno”

Granata (Green Italia) denuncia: “Ci voleva il pilone per far riprendere il treno”

SIRACUSA – Doveva crollare un pilone per far riscoprire alla Sicilia la strada ferrata. L’emergenza dovuta al crollo del viadotto sulla Catania – Palermo ha permesso di far riscoprire ai siciliani – ma sopratutto alla politica regionale – che sono da sempre esistite le alternative al trasporto su gomma.

Come ha annunciato l’assessore ai Trasporti Giovanni Pizzo, a partire dal prossimo 3 maggio, ci saranno 14 treni che collegheranno ogni due ore Palermo e Catania, con tappe intermedie a Termini Imerese, Caltanissetta ed Enna.

L’assessore ha detto che è stato anticipato il potenziamento della tratta Palermo – Catania di 6 mesi. Qualcuno potrebbe anche esclamare un liberatorio “era ora!”. Ma se la zona etnea è stata in un certo senso tutelata lo stesso non si può dire per le province orientali dell’isola.

Ragusa e Siracusa pagano un deficit infrastrutturale insostenibile e il crollo del viadotto ha ulteriormente complicato il percorso per arrivare al capoluogo. Basti pensare che da Ragusa a Catania – in treno – occorrono dalle 4 ore e mezza alle 3 e 40 minuti.

Eppure c’è stato un tempo in cui in Sicilia circolavano molti più treni e lo ha ricordato Fabio Granata – oggi coordinatore di Green Italia e nel 2005 assessore regionale ai Beni Culturali ma anche con la delega ai Trasporti – che ha richiamato alla memoria collettiva il progetto dei treni Minuetto.

Con le linee di programma di agenda 2000 vennero acquistati 75 treni Minuetto ultramoderni cofinanziati al 20% per una spesa totale di 46 milioni di euro. Erano mezzi comodi, dotati di tutti i comfort e con spazi previsti per il posteggio delle biciclette e per i disabili. 

Con Trenitalia si instaurarono degli accordi per collegare i vari capoluoghi di provincia e ad esempio la tratta Siracusa – Catania aveva 5 corse con una percorrenza di 55 minuti o la Catania – Taormina 3 corse di 22 minuti, la Palermo – Agrigento 3 corse di 1 ora e 40 minuti, la Palermo – Trapani 3 corse di 55 minuti.

“Entro un anno – spiega a NewSicilia.it Granata – con questi treni si sarebbero dovuti collegare tutti i capoluoghi di provincia, Ma per oltre 12 mesi questi mezzi viaggiarono semivuoti perché, misteriosamente, l’iniziativa non poteva essere pubblicizzata (forse per non infastidire le lobby dell’autotrasporto)”.

“Ma anche una causa del mancato successo – prosegue Fabio Granata – fu la diseducazione e lo scetticismo dei siciliani a prendere il treno. Nel frattempo il trenino del Sud est tra Siracusa, Noto e Modica ha fatto per un’estate il tutto esaurito poiché pubblicizzato e apprezzato da turisti e viaggiatori”.

L’ex assessore denuncia che dopo il suo mandato fu “tutto azzerato” e i Minuetto viaggiarono su vecchie tratte e alcuni “avrebbero preso la via del nord”.

Nessuno ha mai risposto alla mia richiesta – attacca Granata – anche da parlamentare nazionale di ripristino del servizio e di accertamento sul numero di Minuetto rimasti in Sicilia e di proprietà della Regione attraverso una stagione nella quale tra cultura e turismo i fondi comunitari furono utilizzati al 94 per cento”.

Adesso – nella paralisi dei trasporti – la politica e i siciliani hanno riscoperto il treno.

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