Elezioni regionali, partiti in stato confusionale

Elezioni regionali, partiti in stato confusionale

PALERMO – La lite, tra Crocetta e Pistorio per le intercettazioni telefoniche, ha provocato sussulti a catena per il governo regionale. Tra “l’ordine di dimissioni” trasmesso dal presidente e il “no di picche” dell’assessore alle Infrastrutture, si è aperta una grossa falla a quattro mesi dalla fine legislatura, specie centristi e alfaniani intendono ritirarsi dall’attuale maggioranza e lasciare “senza mutande” il povero Saruzzo. Addirittura si preannuncia il classico voltafaccia al presidente Crocetta, da parte dei Partiti che l’hanno sostenuto in questi ultimi cinque anni, in occasione della prossima tornata elettorale, in primis il Pd che intende affidare la torcia, pardon la fiaccola, per la maratona elettorale di novembre ad un personaggio nuovo (si fa per dire) come Piero Grasso, presidente del Senato. E il diktat lanciato da Leoluca Orlando, in occasione della sua rielezione, di tenere partiti e movimenti politici fuori dall’agone elettorale, pare stia diventando un luogo comune tra destra e sinistra; tanto è vero che anche l’on. Nello Musumeci scalpita e insiste sulla idea di coagulo di un’intesa civica regionale tra partiti di centro destra, in forma autonoma da Roma.

Ma Gianfranco Miccichè, coordinatore di Forza Italia nell’Isola risponde anche lui “picche”, perché il simbolo di Berlusconi, nelle amministrative di domenica è stato premiato con la elezione di ben 4 sindaci in Sicilia ed altri 4 sono candidati al prossimo ballottaggio (parliamo mediamente di adesioni all’8 per cento e di gran lunga inferiore al 61 a 0 di 15 anni fa!), per cui gli ordini di Roma non vengono discussi, anzi gli stemmi dei partiti debbono condurre la tornata elettorale; il civismo in politica non funziona, spiega il coordinatore Miccichè, per cui Musumeci, se vorrà candidarsi a Presidente della Regione Siciliana, è libero di farlo, ma a condizione di essere capace di formare una coalizione di sostegno pari almeno al 30 per cento e per giunta con tutti i brand e le sigle dei partiti di centro destra in “cartellone”.

Sembra un dialogo, neanche tra sordi (almeno questi si capiscono con la loro comunicazione gestuale), ma tra un esquimese e un nigeriano, fra i quali non esiste intesa neanche con la postura degli occhi. Non è la prima volta che in Sicilia per gli accordi si arrivi sulla luna e poi al ritorno salti tutto; ci siamo abituati anche ad accordi tipici “tra il diavolo e l’acqua santa”. Solo che a soffrire restano i siciliani con i loro mille problemi, ormai insanabili da lunghi decenni, come i 500 mila e più disoccupati, centomila e più famiglie ridotte alla miseria, i centomila giovani che ogni anno lasciano l’Isola in cerca di lavoro, le centinaia di scandali l’anno che si registrano nella pubblica amministrazione, la gestione dei rifiuti diventata un tormentone e con i signori amministratori del settore che continuano a sperperare miliardi di euro senza soluzioni concrete ed al contrario continuano a distruggere l’ambiente e far proliferare violenza all’ecosistema, come se niente fosse.

Ultima notizia di cronaca è quella della paventata chiusura del Centro di compostaggio di Ramacca, perché saturo, punto di riferimento per mezza Sicilia.

Considerazioni? Ci vuole un bel coraggio a fare politica in Sicilia e non fare nulla per risolvere i problemi dei siciliani, che di giorno in giorno aumentano sempre più! Certo, potremmo apparire troppo egoisti nel non citare anche i problemi di Crocetta. Ma si! Gli inquilini dell’Ars potrebbero pensarci con un’apposita legge a vietare il Gossip degli assessori e dei loro staff nei confronti dell’inquilino di Palazzo d’Orleans.

Giuseppe Firrincieli

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